Sfratti, cambia tutto: anche se sei moroso puoi opporti, vale anche se fatto verbalmente

Anche coloro che sono morosi, in caso di sfratto, possono opporsi verbalmente e far valere le loro condizioni. Ecco che cosa sta cambiando.

Gli sfratti di casa non sono mai stati semplicissimi ma ora la situazione cambia nuovamente e adotta una piega molto particolare che potrebbe portare a condizioni inaspettate. Ovviamente tutti dovrebbero conoscere questa legge, sia che siano dalla parte dei proprietari dell’immobile che degli inquilini di casa.

Cosa succede con lo sfratto
Sfratti, cambia tutto: anche se sei moroso puoi opporti, vale anche se fatto verbalmente-Credit CANVA-Abruzzo.cityrumors.it

Quando l’inquilino non paga quanto dovuto si parla allora di morosità e quindi si determina la possibilità di incorrere nello sfratto di casa. Ciò vuol dire la necessità di lasciare l’abitazione e quindi di farlo entro tempistiche che prescindono da quelle contrattuali. Quando si tratta di udienza fissata e quindi ormai di convalida del procedimento è possibile richiedere l’opposizione.

Sfratti, se sei moroso puoi opporti anche verbalmente

Questa va presentata dall’inquilino in maniera scritta o verbale, oppure da un avvocato. Le ragioni dello sfratto sono legate sempre ad un determinato accadimento, quindi l’inquilino potrebbe rifiutarsi laddove ha sanato la sua posizione. In questo caso andranno provati i pagamenti dovuti ed effettuati correttamente.

Un altro esempio potrebbe essere quello di avere un credito nei confronti del proprietario di casa e quindi di non essere in realtà in una posizione debitoria nei suoi confronti. Secondo la legge esiste il termine di grazia che è conciliabile con la morosità e quindi con lo sfratto.

Come funziona l'opposizione verbale allo sfratto
Sfratto, ti puoi opporre verbalmente?-Credit CANVA-Abruzzo.cityrumors.it

La mediazione tra le parti consente ad entrambi di arrivare ad un accordo ed è solitamente la prima scelta a cui si ricorre. Gli effetti dell’opposizione allo sfratto possono essere diversi e vanno dalla conversione in giudizio alla chiusura della questione. La conversione della procedura può avvenire laddove si tratti comunque di dover recuperare dei canoni non pagati.

Se dopo la prima udienza l’inquilino non provvede, allora si attua comunque la procedura prevista dalla legge. Laddove si arrivi ad una mediazione comune si definiscono i termini propri dell’accordo e si procede secondo quanto stabilito congiuntamente.

Altrimenti, la procedura va avanti e quindi si fa la causa ed è necessario provvedere ad avere un avvocato difensore. In generale, che si decida o meno di adottare questo schema, è sicuramente importante trovare un accorso con il proprietario dell’immobile, soprattutto laddove ci siano rate da saldare, al fine di farlo in maniera consona anche a rate e per quanto possibile fino alla convalida dell’estinzione del debito.

Va ribadito che secondo la legge si può chiedere o il termine di grazia oppure chiedere verbalmente l’opposizione, non si può avere accesso ad entrambe e sin dal principio bisogna scegliere come procedere, con tutti i rischi e i benefici legati ad ognuna delle due condizioni specifiche.

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