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Alba Adriatica, migrante in escandescenze nel centro di accoglienza. Le reazioni

In preda ad un raptus manda in frantumi la vetrina della sede del corso di alfabetizzazione del Gus (gruppo umana solidarietà), in via Olimpica, l’associazione che si occupa di accoglienza dei richiedenti asilo politico ad Alba Adriatica.

 

L’autore del gesto è un migrante ospitato in un vicino albergo, con problemi.  Il tutto accade in via Olimpica, al piano terra di un edificio residenziale con i condomini, spaventati, che chiamano subito i carabinieri, mentre il giovane continua a dare pugni alla saracinesca dell’ingresso, con le operatrici spaventate che si chiudono dentro.

 

Nel frattempo arrivano anche il sindaco Tonia Piccioni, la polizia municipale e ne nasce anche una vivace discussione tra un condominio e il padre di una delle educatrici, che tira fuori anche una pistola giocattolo (poi sequestrata). Di lì a poco il giovane migrante torna sul posto, in bicicletta e a fatica viene immobilizzato dai carabinieri e poi trasportato in ospedale. Momenti di “ordinaria” follia, dunque, che ripongono problematiche di convivenza mai sopite, visto che già la scorsa estate nello stesso spazio condominiale si erano accese delle discussioni.

“La questione non è sostenibile”, raccontano alcuni condomini, “fino ad ora siamo stati più che tolleranti ma adesso basta,  siamo spaventati da tutta questa situazione, ora ancora di più. E se succede di peggio e se un’inquilina rientrava con i bambini in quel frangente? Non immagino cosa sarebbe potuto succedere.

Non è una questione di razzismo ma è una questione di ordine pubblico, e di tranquillità, abbiamo tutto il diritto di vivere in tranquillità, e stare in sicurezza, noi e i nostri figli.

Chiediamo alle istituzioni e a chi di dovere di risolvere il problema e dislocare gli uffici del Gus fuori città”.

Sull’episodio accaduto questa mattina ha preso posizione anche il sindaco Tonia Piccioni, presente sul posto.

” La vicenda accaduta stamane”; sottolinea la Piccioni, ” lascia sgomenti ma rappresenta la norma conseguenza della gestione maldestra dei flussi richiedenti asilo politico.

E’ naturale che, in mezzo a una moltitudine di persone non adeguatamente vagliate e controllate, ci sia anche chi abbia problemi di carattere psichiatrico, ma è proprio in virtù di ciò che l’attuale situazione non è più tollerabile.

Io penso che non si debba attendere l’irreparabile e che le istituzioni debbano rendersi conto delle gravi problematiche di carattere sociale che si stanno creando. Voglio ribadire, però, che tutto ciò non deve essere messo in alcun modo in correlazione coi normali flussi migratori fisiologici, che ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Questi ultimi, infatti, rappresentano un arricchimento. Per quello che ci riguarda, l’amministrazione comunale farà di tutto per evitare che simili situazioni si ripetano ed ha già inviato al Prefetto delle missive in cui si chiede il blocco dei flussi dei richiedenti asilo. In questo particolare momento storico, ognuno deve fare la propria parte, non solo l’amministrazione comunale”.

Il riferimento, nemmeno tanto velato, e anche a coloro che affittano locali e strutture.