Teramo%2C+danni+dovuti+al+sisma%3A+nuove+modalit%C3%A0+per+chiedere+i+rimborsi
abruzzocityrumorsit
/cronaca/cronaca-teramo/389268-teramo-danni-del-sisma-nuove-modalita-chiedere-rimborsi.html/amp/

Teramo, danni dovuti al sisma: nuove modalità per chiedere i rimborsi

Cambiano le modalità per la richiesta di contributi prevista per i danni alle abitazioni dovute al sisma. Dopo la richiesta di sopralluogo, il Comune provvede ad effettuare la verifica e a redigere la scheda Fast che indica se l’edificio è utilizzabile o meno. In quest’ultimo caso, il sindaco firma l’ordinanza di sgombero e, dalla ricevuta della notifica, il cittadino ha 30 giorni di tempo per affidare a tecnici di fiducia l’incarico di redigere e consegnare, entro altri 15 giorni, agli Uffici Speciali per la Ricostruzione le schede AeDES degli edifici dichiarati inutilizzabili, sulla base delle schede Fast.

Oltre alla scheda AeDES, i professionisti devono allegare alla perizia giurata una documentazione fotografica ed una relazione sintetica, con adeguata giustificazione del nesso di causalità del danno come determinato dagli eventi della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016. Questultimo aspetto deve essere particolarmente curato per gli edifici con interventi già finanziati da precedenti eventi sismici e non ancora conclusi, per i quali è richiesta unadeguata documentazione fotografica del danno pregresso, delleventuale intervento parziale già effettuato e del danno prodotto dalla sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016.

Tutta la documentazione dovrà essere consegnata all’Ufficio del Genio Civile di Teramo (Via Vincenzo Cerulli Irelli, 19, Telefono: 0861 243869) e trasmessa anche all’Ufficio Tecnico Comunale che provvederà ad adottare tutti i provvedimenti di competenza.

Intanto, a 90 giorni esatti dalla scossa del 30 ottobre, sono state emanate 662 ordinanze di sgombero. Nella giornata di oggi i provvedimenti sono stati 11 ed hanno interessato 81 famiglie, residenti in centro storico (via Nicola Palma, Torre Bruciata, Via Stazio), a Putignano e San Nicolò.

Sgomberate anche per 5 attività commerciali, mentre dieci nuclei familiari si sono recati al Coc, con 8 di essi che hanno optato per l’autonoma sistemazione, gli altri 2 per l’ospitalità in strutture ricettive.