Pescara%2C+striscione+di+Casa+Pound+contro+la+Carita+e+il+%26%238220%3Bbusiness+dell%26%238217%3Baccoglienza%26%238221%3B
abruzzocityrumorsit
/cronaca/cronaca-pescara/482791-pescara-striscione-casa-pound-la-carita-business-dellaccoglienza.html/amp/

Pescara, striscione di Casa Pound contro la Carita e il “business dell’accoglienza”

Pescara. Attacco diretto di Casa Pound alla Carita: striscione contro “il business dell’accoglienza” affisso dinanzi la casa-alloggio La Volpe.

‘Altro che Caritas…Solo business!: è il messaggio contenuto nello striscione affisso, nella notte, da Casa Pound all’esterno de La Volpe di via Valle Furci, struttura comunale data in gestione alla Caritas, originariamente destinata al ricovero di donne maltrattate, recentemente resa disponibile per l’alloggio di profughi e rifugiati per l’ultima ondata di 1114 immigrati destinati a Pescara e provincia.
“In tutta Italia associazioni ed enti di varia natura fanno a gara per aggiudicarsi ‘lotti’ di clandestini da accogliere nelle loro strutture – continua la nota – e tra tutti spiccano Croce Rossa Italiana e Caritas. Guardando a Pescara, fa specie che sia stato lo stesso sindaco Marco Alessandrini a consegnare un anno fa la ‘La Volpe’ – costruita con soldi pubblici nel 2014 per accogliere donne in difficoltà – direttamente nelle mani del direttore della Caritas cittadina, don Marco Pagniello, con lo specifico intento di farne un centro d’accoglienza per immigrati. Stupisce ancor di più che quella struttura non venga impiegata nell’immediato per far alloggiare una parte delle 236 persone evacuate ‘ex abrupto’ dalle tre palazzine dichiarate inagibili a Rancitelli. Pare che l’unica offerta riguardante la Caritas – arrivata tramite l’assessore alle Politiche della Casa, Paola Allegrino – sia stata quella di utilizzare la loro mensa, proposta che i cittadini sgomberati hanno trovato lesiva della loro dignità e di chi realmente abbisogna di un servizio del genere”.
“Ricordiamo che i 1114 immigrati in arrivo nella nostra provincia frutteranno un totale di 24 milioni di euro – termina la nota – da spartire tra Caritas e altri ‘benefattori’. Associazioni ed enti che dicono di avere il cuore d’oro, ma che di aureo hanno solo il portafoglio”.