Secondo il pm Ruggero Dicuonzo, tra aprile e novembre scorsi, il medico, F.P. Di Montesilvano, avrebbe utilizzato per fini personali l’utenza telefonica d’ufficio, con chiamate anche radiomobili e internazionali e, pubblico ufficiale, avrebbe falsificato il registro cartaceo attestando di aver eseguito prestazioni assistenziali in realtà inesistenti. Avrebbe poi dichiarato, sempre secondo l’accusa, di avere intergralmente osservato il turno di servizio, allontanandosi dal posto di lavoro prima del termine. “ In talmodo si procurava in ingiusto profitto – si legge nell’ordinanza – inducendo in errore la Asl sull’effettivo svolgimento dei turni assegnati, tanto che gli venivano riconosciuti emolumenti per prestazioni professionali mai eseguite”. Secondo il gip, dal complesso delle indagini svolte dalla procura di Lanciano, emerge un “quadro indiziario di notevole pregnanza e incisività, univocamente dimostrativo di un’attività illecita reiterata, abituale, sfontatamente e pervicacemente posta in essere dall’indagato in spregio alle fondamentali esigenze dell’utenza servita dal proprio pubblico servizio”.