martedì, Ottobre 4, 2022
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Truffa dello Stato Antartico: dodici arresti. L’inchiesta tocca anche Teramo

Dodici persone arrestate e poste ai domiciliari e una sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

 

E’ il bilancio dell’operazione denominata “L’isola che non c’è”, condotta dalla Digos di Catanzaro con l’ausilio della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con il coordinamento della Procura del capoluogo calabrese con il coinvolgimento delle Questure di Cosenza, Genova, Lucca, Perugia, Padova, Teramo e Trapani e che ha portato alla luce la truffa dello Stato Teocratico Antartico di S. Giorgio”. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Catanzaro.

L’indagine è partita il 7 aprile del 2021 da una perquisizione in un immobile di Catanzaro indicato come la sede diplomatica del presunto “Stato”.

A seguito degli approfondimenti investigativi è emersa così l’esistenza di un’associazione a delinquere operante su tutto il territorio nazionale con principali nuclei territoriali a Catanzaro, Alcamo e Teramo, finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di truffe basate sul raggiro basato proprio sull’esistenza dello “Stato Teocratico Antartico di San Giorgio” come soggetto dotato di un’autonoma sovranità e di connessi privilegi “in forza del Trattato Antartico del 1959”.

Secondo l’ipotesi accusatoria, per dare credibilità agli occhi di ignari cittadini, i componenti del gruppo criminale avrebbero utilizzato una serie di artifizi, quali l’apparente creazione di istituzioni varie (Capo di Stato, Governo e relativi Ministri, Corte di Giustizia, Tribunale Supremo, Delegazioni territoriali), di una gazzetta ufficiale, di siti internet e, soprattutto, il confezionamento di documenti d’identità anche validi per l’espatrio. In tal modo avrebbero indotto in errore oltre 700 persone residenti in tutta Italia circa l’acquisizione della cittadinanza dell’inesistente Stato Antartico, previo pagamento di una somma di denaro variabile tra i 200 e i 1000 euro, prospettando loro i vantaggi più disparati: dalla possibilità di ricevere finanziamenti per i propri progetti di ricerca, alla possibilità di fruire di una burocrazia più snella per le proprie imprese o di utilizzare i documenti dello Stato per circolare liberamente in Italia e all’estero, alla possibilità di consentire l’ingresso sul territorio nazionale di cittadini stranieri.

Gli indagati. Ci sono anche un ex generale della Guardia di finanza Mario Farnesi, di 72 anni, e un ex maresciallo dei carabinieri Emanuele Frasca (56) entrambi in pensione, tra le persone finite ai domiciliari nell’ambito dell’operazione “L’isola che non c’è” che ha svelato la truffa dello Stato Teocratico Antartico di S.Giorgio.

Le altre persone ai domiciliari sono Damiano Bonventre (71); Liliya Koshuba (66);Paola Dalle Luche; Giuliano Sartoron (50); Federico Lombardi (65); Enrico Gambini (56); Lorella Cofone (59); Nicola Pistoia (64); Roberto Santi (69); Fabrizio Barberio (50). Per Carmina Talarico (60) disposto l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria. Altre 30 persone risultano indagate senza provvedimento.

Nell’ambito di questa operazione un anno addietro venne arrestato a Teramo, dalla Digos di Catanzaro, un medico no vax, Roberto Petrella, divenuto famoso assieme ad altri suoi colleghi per avere tentato di creare un albo dei medici di Sangiorgio reclutando medici radiati o sospesi dall’albo. Petrella si dichiarava cittadino dello Stato Teocratico Antartico di San Giorgio.

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