Covid, inaugurata a Teramo la nuova Tac mobile FOTO

“Oggi siamo qui, onorati dalla presenza del Presidente della Regione, dell’Assessore alla Sanità e, in particolare, dei rappresentanti del Gruppo Intesa Sanpaolo, per ringraziare il più importante Istituto bancario italiano del dono speciale fatto alla ASL di Teramo: 300.000 euro per l’acquisto di una TAC, dedicata ai pazienti Covid positivi o sospetti tali, fondamentale per la diagnosi di polmonite interstiziale. Intesa Sanpaolo, fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, si è dimostrata impegnata a sostenere gli sforzi delle Istituzioni e della società contro la pandemia Covid-19. In particolare, la grande attenzione manifestata nei confronti del nostro territorio ci ha reso orgogliosi e oggi vogliamo esprimere loro la nostra più profonda gratitudine, tagliando insieme il nastro di questa nuova apparecchiatura”. Maurizio Di Giosia, Direttore Generale della ASL teramana ha rappresentato così la riconoscenza dell’Azienda Sanitaria per l’importante dono ricevuto che, seppur inaugurato solo oggi, è entrato in funzione da diversi mesi e conta già un gran numero di esami eseguiti.

L’unità mobile all’interno della quale è installata l’apparecchiatura TC Canon multidetettore di ultima generazione, svolge infatti un ruolo chiave nella gestione delle urgenze/emergenze Covid-correlate. Nello specifico, a seguito della sua installazione, è stato possibile eseguire in sicurezza ed in breve tempo gli esami TC sui pazienti sia con sospetto clinico di Covid che con positività Covid accertata.

I malati, provenienti dal Pronto Soccorso di Teramo, dal Pronto Soccorso dei PP.OO. di Sant’Omero, Atri e Giulianova, oppure dal Territorio, giungono presso la TC mobile attraverso un percorso dedicato e vengono sottoposti agli esami richiesti dal medico che li ha in carico; sulla base del quadro TC e dei dati clinico-laboratoristici, i pazienti vengono poi indirizzati verso un percorso ospedaliero o domiciliare.

L’utilizzo di un’apparecchiatura dedicata e di un percorso diagnostico riservato ai pazienti con patologia Covid accertata o sospetta, non solo consente di ottenere in breve tempo una diagnosi propedeutica al successivo iter, ma consente contestualmente di decongestionare l’attività di tutto il reparto di Radiologia legata alle urgenze, consentendo di garantire H24 la disponibilità delle apparecchiature interne per i pazienti affetti da patologie tempo-dipendenti provenienti dal territorio (patologia cerebrovascolare acuta ischemica e emorragica, patologia cardiotoracica acuta, politraumi) e dai reparti di degenza. Ulteriori aspetti, anch’essi di rilevante importanza, sono la brevità dei tempi necessari alla sanificazione dell’unità mobile rispetto a quelli necessari per la sanificazione dei locali della Radiologia, e la sicurezza degli operatori coinvolti che, sapendo a priori di dover operare in un percorso dedicato, agiscono con tutti gli accorgimenti e dispositivi di protezione previsti nelle aree critiche.

Dall’inizio dell’emergenza Covid, sono state eseguite sull’unità mobile TC oltre 1.400 prestazioni, delle quali circa 600 sono TC del torace direttamente correlate all’emergenza ancora in corso. Sul totale di prestazioni eseguite, circa il 22% sono state realizzate in regime di emergenza/urgenza; un numero estremamente rilevante se si considerano le procedure di sanificazione dell’unità mobile TC tra una prestazione e l’altra. 

Questi dati sono ancora più significativi se si considera che prima dell’installazione dell’unita mobile, tutte le urgenze venivano gestite indistintamente nelle sale TC interne della Radiologia con ovvie ripercussioni negative sull’attività clinica derivanti dalla necessità di sanificazione delle apparecchiature e degli ambienti.

“In questa sfida che ha investito il mondo i medici e gli operatori sanitari italiani hanno reagito sin dal primo momento con una abnegazione che è stata di esempio e di sprone per tutto il Paese e tutt’ora sono i capisaldi in una situazione ancora irta di incertezze, per questo meritano tutto il supporto possibile – ha sottolineato Pierlugi Monceri, Direttore Regionale di Intesa Sanpaolo -. E’ su questa consapevolezza che si inserisce il sostegno alla ASL e all’Ospedale Mazzini di Teramo, nell’ambito del complesso di donazioni fortemente volute dal CEO Carlo Messina per contribuire a rafforzare rapidamente e in maniera significativa i presidi medici sui territori”.

 

“Per il nostro Gruppo – ha spiegato Jacques Moscianese, Responsabile della Direzione Centrale Institutional Affairs Intesa Sanpaolo – è un dovere mettere a disposizione la propria solidità economica, confermando quella che è sempre stata la nostra vocazione: rappresentare un elemento di forza per le comunità locali e per il sistema Italia. Essere una banca solida presuppone il dovere di essere una banca responsabile, di rappresentare un punto di riferimento per la società anche con iniziative rivolte all’inclusione, alla tutela sociale, alla sostenibilità”. 

“Il mio ringraziamento, oggi, all’Avv. Moscianese e al Dott. Monceri per l’attenzione, la sensibilità e la vicinanza dimostrata nei confronti del territorio abruzzese durante questa grave pandemia, con un dono che la Asl di Teramo ha già saputo utilizzare al meglio, potenziando la propria offerta sanitaria durante l’emergenza. Finalmente, – ha concluso Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo – abbiamo avuto pieni poteri per il potenziamento della rete Covid. Ad agosto, voglio ricordarlo, eravamo l’unica Regione ad avere un piano regionale approvato senza osservazioni da parte del Governo e oggi siamo pronti a dare corso ai lavori. A seguito della mia nomina in qualità di Commissario delegato per l’attuazione degli interventi finalizzati alla realizzazione delle opere previste nel piano regionale Covid, da parte del Commissario straordinario Domenico Arcuri, abbiamo già espletato gare d’appalto per aprire in questo Ospedale 16 posti letto di terapia intensiva e 21 di terapia sub-intensiva”.

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