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Pescara, Cgil Abruzzo no ai tagli alla sanità

Pescara. Più salute! Eloquente l’intitolazione del convegno tenuto oggi dalla Cgil Abruzzo, incentrato, come da sottotitolo, sul tema ‘una nuova organizzazione per la qualità e lo sviluppo del servizio sanitario in Abruzzo’. All’auditorium Petruzzi presenti Gianni Di Cesare, segretario generale Abruzzo, la segretaria generale FP nazionale Rossana Dettori, il segretario generale FP Toscana Antonio Lazzaro, oltre che il segretario FP abruzzese Carmine Ranieri e Angela Scottu, responsabile Sanità Cgil Abruzzo.

 

“La situazione della sanità abruzzese è drammatica, ci sono circa 500 precari tra i vari ruoli, infermieri, medici e operatori socio-sanitari. La manovra e il piano di governo procederanno a tagliarne il 50%, mentre i servizi scoppiano. Manca personale, come testimoniato sia dalle lamentele dei cittadini che dai rapporti di molte Asl”, ha dichiarato Carmine Ranieri, “abbiamo organizzato questo convegno per avere un confronto con le idee della Regione: riorganizzare la sanità vuol dire anche parlare di sviluppo, non solo di tagli, ma qui di riqualificazione non pare vedersene traccia”. L’intervento più atteso, insieme a quello dell’assessore regionale alla sanità Venturoni, è quello del Sub commissario regionale alla sanità Giovanna Baraldi: “è stato annunciato un documento intitolato ‘Dal piano di rientro al piano di sviluppo’, io ho forti dubbi che si riesca a parlare concretamente di sviluppo”, chiarisce Ranieri. Angela Scottu puntualizza, invece, sulla situazione di Villa Pini: “La vicenda sulla clinica è a un epilogo, per la fine della prossima settimana la curatrice fallimentare, Avv. Giuseppina Ivone, pubblicherà l’avviso pubblico per la vendita e partirà così l’iter, naturalmente lo seguiremo passo passo. Nel frattempo, l’importante è riattivare tutti i servizi”. Situazione affine quella del Sant Stefar: “Non c’è ancora la firma che concede gli accrediti, dovrebbe arrivare a breve, l’assessorato ha assicurato l’esistenza di un budget utile alla riapertura di tutti i centri; noi chiediamo che siano riaperti interamente su tutto il territorio, sia quello di Chieti, sfrattato per morosità, che quello de L’Aquila, chiuso dopo il sisma ma dichiarato agibile. Intanto i lavoratori si trovano, a rotazione, in cassa integrazione: il Sant Stefar, infatti, dispone solo di forza lavoro, non di accesso a linee di credito”, conclude la Scottu.