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Teate Basket Chieti, la dietrologia dei numeri

Chieti. Dietro ogni numero di canotta c’è una storia, un passato, un momento in cui il singolo giocatore sceglie di affezionarsi proprio a quel numero, portandolo con sé per tutta la sua carriera. A volte ne escono racconti emozionanti, altre volte le scelte si rivelano dettate esclusivamente dal fato. Oggi vi presentiamo i numeri dei nostri “fantastici nove”:

 #3 Bogdan Milojevic: “Il numero 3 mi è sempre piaciuto, sia perché è uno dei primi nell’ordine sia perché è semplice e, per di più, ha anche la forma che mi piace tanto.”

 #4 Davide Meluzzi: “Ho scelto la numero “4” per un motivo semplice ma, comunque, importante: quattro sono i componenti della mia famiglia, essendo io, mia sorella, mia madre e il mio babbo.”

 #5 Gianluca Di Carmine: “Con il numero “5” ho un legame affettivo da sempre. Ho quasi esclusivamente giocato con questo numero. Mi sono appassionato al basket guardando la Virtus Bologna di Danilovic e poi quella del mio idolo Ginobili che, in nazionale, giocava con la 5 appunto.”

 #6 Fabrizio Gialloreto: “Il mio numero è sempre stato il “6” tranne che per due anni, durante i quali l’ho cambiato. Ma per il resto della mia carriera ho avuto sempre il 6 soprattutto a Chieti, da quando me l’ha dato Cesidio. Credo all’epoca avessi 10 anni circa, poi sono venuto a sapere che era il suo di quando giocava, per cui da lì non l’ho più cambiato.”

 #13 Edoardo Di Emidio: “Da quando sono piccolo, ho avuto sempre la “13” e ho deciso di non cambiarla mai.”

 #14 Riziero Ponziani: “Diciamo che non c’è un motivo in particolare per cui ho adottato questo numero; anzi è stata una scelta casuale dato che a Rieti, durante il mio primo anno da professionista, ho ricevuto proprio la “14” e, da allora, non l’ho cambiata più.”

 #16 Valerio Staffieri: “Allora il numero è un po un mix in quanto mio padre giocava con la “8” ma io, non trovando quasi mai il numero disponibile, ho iniziato a scegliere il 16 perché 8+8. Poi il 16 è stato il numero con il quale ho fatto il mio esordio in serie A e allora l’ho tenuto sempre a cuore.”

 #41 Enrico Pappalardo: “Mia madre è tedesca ed io sono cresciuto seguendo il mito di un grande tedesco che dominava in NBA quale Dirk Nowitzki. Per cui mi è piaciuto talmente tanto che ho deciso di recuperare la sua maglia.”

 #44 Ousmane Gueye: “Io ho sempre giocato con la “8”, il numero del mio cuore, ma quando sono arrivato a Recanati, questa maglia era occupata già dal capitano Pierini. Per questo motivo ho scelto un numero che ci si avvicinasse il più possibile, facendo 4+4. Da quel momento l’ho tenuto sempre, anche perché è subito piaciuto anche a mio figlio.”