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Udinese-Pescara 3-1, Delfino spuntato

Udinese (4-3-1-2): Karnezis; Widmer, Danilo, Felipe, Samir (78’ Heuraux); Fofana, Kums, Jankto (61’ Hallfredsson); De Paul (56’ Badu); Thereau, Zapata. In panchina: Scuffet, Perisan, Adnan, Angella, Wague, Balic, Evangelista, Perica, Matos. Allenatore: Luigi Delneri

Pescara (4-3-2-1): Bizzarri; Zampano, Campagnaro, Fornasier, Biraghi; Brugman, Cristante (73’ Crescenzi), Memushaj (63’ Pepe); Aquilani, Benali (73’ Mitrita); Caprari. In panchina: Fiorillo, Crescenzi, Zuparic, Bruno, Pettinari. Allenatore: Massimo Oddo

Reti: 8’ (rig) e 70’ Thereau, 74’ Aquilani, 93′ Zapata (rig)

Arbitro: Gianluca Rocchi di Firenze (Meli-Cangiano/Valeriani)

Ammoniti: Campagnaro, Thereau, Karnezis

Con soli 3 punti nelle ultime 6 partite, il Pescara sale a Udine per cercare di sbloccare la crisi di risultato nell’anticipo del pranzo della domenica; tanti, però, i biancazzurri assenti, (Bahebeck, Manaj, Gyomber, Coda,Verre): Oddo conferma Aquilani in regia e Cristante per l’interdizione, attacco affidato unicamente a Caprari, con Benali a giostrare la fase offensiva alle sue spalle e Brugman ad impostare davanti alla difesa. Stesso obiettivo per Delneri, alla seconda sulla panchina friulana, che ripropone in blocco la formazione che ha messo in difficoltà la Juve e si affida al tridente De Paul-Zapata-Thereau.

Partenza iper-aggressiva per il Pescara sin dal primo minuto: De Paul si fa rubare palla in difesa da Benali che allarga subito per Memushaj, difesa bruciata, il capitano pescarese mette radente il tiro-cross che sfila davanti all’area piccola senza che il libico riesca a raggiungerlo per la deviazione. L’Udinese non sta a guadare, al 4’ Fofana chiama subito Thereau con una verticale chirurgica, ottima l’accelerazione del francese che cerca il palo destro dal limite e lo manca di un nulla. Inizio a ritmi altissimi, giro-palla rapido da entrambe le parti, troppo per Campagnaro quello messo in atto, all’8’, da De Paul e Zapata, il colombiano viene trattenuto in area ed è rigore. Sul dischetto va Thereau che umilia Bizzarri con il cucchiaio e raccoglie subito l’1-0. Il vantaggio galvanizza Udinese, che tengono il campo per un buon quarto d’ora; gli adriatici subiscono la pressione ma riescono a tenere una volta in fase d’impostazione e, al 25’, solo la traversa salva Karnezis: Zampano porta palla fino al fondo per cercare il rimorchio, retropassaggio rasoterra che viene alzato involontariamente da Aquilani, sul campanile arriva Caprari che, dal dischetto, si esalta in mezza rovesciata, il portiere rimane sorpreso e scavalcato ma trova un santo sul legno. Match aperto e giocato a testa alta: i friulani, in ripartenza, fanno tremare i polsi; gli abruzzesi, puntualmente, tengono tesa senza scuciture, cercando nuovamente la porta al 36’ con Benali ma il missile dai 25 metri sfila a mezzo metro dal palo. Altrettanto vicino ci va Zapata, al 43’: taglio perfetto per seminare Fornasier sulla destra dell’area e conclusione diagonale che batte il tuffo di Bizzarri ma manca di poco il raddoppio. Due minuti per il primo recupero, li sfrutta Cristante per fare l’ariete volante su lancio profondo di Benali ma il gran colpo di testa viene deviato in corner da Danilo proprio prima dell’intervallo.

In campo per il secondo tempo rientra un Delfino arrembante: in 6 minuti, 3 volte Memushaj e Caprari mettono all’erta Karnezis grazie a un fraseggio fluido e pulito. Delneri non intende far calare la tensione e cambia subito De Paul con Badu e Jankto con Hallfredsoon; Oddo, invece, raddoppia il carico offensivo con Pepe per Memushaj. La sfida dell’equilibrio la vince l’ex tecnico del Chievo: il Pescara si riversa nella metà campo avversaria ma, al 25’st, l’Udinese contrattacca, Badu spara una granata dal limite dell’area, Bizzarri può solo respingere, la sfera arriva centralmente sui piedi di Thereau che ribadisce in porta il 2-0. Cercando di rovesciare tutto, Oddo cambia in un sol colpo Benali con Mitrita e Cristante con Crescenzi al 29’st: ed è proprio Crescenzi che sfonda palla al piede dalla corsia destra e serve all’indietro Aquilani che, sulla corsa, dal limite scaglia in porta il destro dell’2-1. L’esterno biancazzurro si dimostra, però, falsa speranza nel cuore del recupero, quando il Pescara provava a tutto organico a pareggiare: Zapata irrompe in contropiede nell’area ospite, Crescenzi lo trattienie ed è ancora calcio di rigore, che lo stesso colombiano trasforma nel 3-1 finale.

Ormai oggettiva la pesante mancanza di una punta per la squadra di Oddo: la scarsa incisività sottoporta vanifica qualsiasi impegno profuso e annulla tutto il ben fatto nei primi 60 metri. Al Pescara serve una punta di peso, prima che anche la salvezza diventi un obiettivo troppo grande da raggiungere.