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Il Pescara è tornato: Lapadula in doppia cifra contro l’Entella

Pescara (4-3-1-2): Fiorillo; Zampano, Bunoza (71’ Fiamozzi), Zuparic, Crescenzi; Benali (79’ Verre), Bruno, Memushaj; Caprari (64’ Selasi); Lapadula, Cocco. In panchina: Aresti, Sansovini, Mandragora, Valoti, Mitrita, Forte. Allenatore: Massimo Oddo.

Entella (4-3-1-2): Iacobucci; Belli, Ceccarelli, Pellizzer, Keita; Palermo (72’ Sforzini), Volpe (61’ Jadid), Troiano; Costa Ferreira; Cutolo, Caputo (44’ Masucci). In panchinaParoni, Gerli, Zanon, Fazzi, Iacoponi, Petkovic Allenatore: Alfredo Aglietti

Reti: 32’ Memushaj, 42’ Lapadula

Arbitro: Daniele Martinelli di Roma (Bottegoni-Prenna)

Ammoniti: Bunoza, Cutolo, Lapadula, Bruno, Cutolo, Pellizzer, Palemo, Memushaj,

Per interrompere uno stop che dura da tre partite, Oddo scombussola il suo Pescara e tenta di spiazzare l’Entella di Aglietti, sorpresa del campionato con ben dodici giornate di imbattibilità e con gli stessi 25 punti in classifica degli abruzzesi. Per lo scontro diretto torna Fiorillo tra i pali senza la fastidiosa mascherina, Bunoza sostituisce l’indisponibile Fornasier, Bruno protegge la difesa affiancato da Benali, arretrato dalla regia. Ma il vero colpo di scena è Cocco titolare in attacco con Lapadula, mentre Caprari retrocede alle loro spalle oscillando tra il trequartista e la terza punta.

Opzione tattica che si mostra convincente dopo 12 minuti: Benali suggerisce dalla destra, Cocco finge lo stop ma è un velo proprio per Lapadula che, dalla lunetta, esplode il suo sinistro, bella botta ma troppo centrale e Iacobucci blocca sicuro la prima occasione del match. A insidiare il portiere dell’Entella, pescarese d’anagrafe, ci riprova Benalì al 17’: conclusione dalla distanza che sibila a filo d’erba a sorpresa, ma Iacobucci si distende a proteggere il rimbalzo insidioso all’angolino alla sua sinistra. Ci prova Cutolo a smuovere gli ospiti dal torpore dell’arrocco in difesa, ma sono i padroni di casa ad animare la fase d’avvio: al 21’, Crescenzi discende sulla fascia sinistra, supera Belli con finta e controfinta e col traversone dal fondo trova Cocco, il lungo si avvita bene in area piccola ma l’incornata finisce fuori bersaglio. La netta contrapposizione delle strategie si palesa al 28’: il Pescara attacca coralmente con un’infinita serie di tocchi a corto raggio, l’Entella chiude tutti i varchi con una difesa a doppia mandata. L’intensità offensiva biancazzurra, però, prende sempre più piede: alla mezzora Crescenzi chiama di nuovo in causa Cocco, stavolta il colpo di testa è sulla diagonale e riesce a superare il portiere con un pallonetto ma la sfera rimbalza sul palo, arriva Lapadula a ribadire in rete ma colpisce con la mano, goal annullato e giallo per il bomber. Senza tregua, al 32’ è capitan Memushaj che affonda per il cross ma viene murato in corner, dalla bandierina batte lesto Caprari e trova proprio l’albanese che anticipa Palermo e, di testa a fil di palo, sblocca la partita. 1-0. Ci provano Caputo e Cutolo a reagire allo svantaggio, ma Zuparic e company chiudono bene e, soprattutto, la fase offensiva pescarese è troppo bella ed efficace per lasciar spazio agli avversari: spettacolare il contropiede al 40’, arioso il cambio di campo di Lapadula, Caprari prolunga di tacco per Crescenzi che, a memoria, va al cross dalla sinistra, puntuale lo stacco di testa di Cocco sul dischetto ma Keita lo tocca d’esperienza sulla schiena mentre salta, l’attaccante va giù, l’arbitro non fischia e tutto sfuma. A limitare l’attacco di Aglietti ci si mette anche l’infortunio di Caputo che, seppur lieve, lo costringe ad uscire al 44’: entra Masucci poco prima dell’intervallo.

I diavoli neri tornano in campo per la ripresa ben più propositivi della prima frazione, ma è sempre la squadra di casa la più concreta nella manovra e si rifà pericolosa al 14’st: sempre da Crescenzi lo spunto sulla corsia mancina, Memushaj scodella il diagonale dal vertice dell’area per Lapadula che si avventa in scivolata sul secondo palo ma manca per un soffio la deviazione da meno di un metro. Dopo un’ora di tridente spregiudicato, Oddo toglie il piede dal gas e fa entrare Selasi per Caprari, promuovendo Cocco come partner di Lapadula. Protagonista davanti alla porta, però, rimane Memushaj che, al 22’st trova il destro al volo dal limite e manca la doppietta per pochi centimetri. Altrettanta sfortuna investe Cocco un minuto dopo: altro fraseggio corale dei biancazzurri a ridosso dell’area ospite portato da Selasi, difesa completamente aggirata, a finalizzare è proprio l’ex Vicenza che, col piattone ravvicinato, la mette di poco al lato della porta spalancata. Aglietti cerca di riprendere il risultato buttando dentro Jadid e Sforzini per l’ultimo quarto d’ora, mentre Oddo calibra le risorse fisiche con Fiamozzi per Bunoza; l’equilibrio spostato disorienta il Pescara che, al 34’st, soffre la rara sortita ligure: Fiorillo può solo respingere con i pugni in tuffo sul cross lungo dalla destra, nella mischia la palla arriva sul limite per Costa Ferreira che, però, sparacchia col sinistro fuori specchio. Cercando il colpo del ko la squadra di Oddo reagisce con un forcing e, sul rovescio di fronte, Lapadula si ripresenta in area piccola con una girata di sinistro, Iacobucci si salva solo con i piedi. La sorte gli restituisce quanto tolto al 41’: lancio profondo di Bruno sul corridoio centrale, il bomber biancazzurro brucia Keita e cerca il controllo d’esterno al centro dell’area, invece trova un pallonetto che scavalca Iacobucci. 2-0 e decima rete per Lapadula. Con la vittoria ormai certa, a celebrare il ritorno del Pescara manca solo la rete del ritorno di Cocco: Verre, con tunnel annesso su Jadid, lo lancia nella zona rossa sulla sinistra, il centravanti apre il destro di prima intenzione ma, sottoporta, allarga troppo il giro e la manda alta. Si chiude, nemmeno a dirlo, con il Delfino in attacco: a Verre l’ultimo tentativo dalla distanza, Iacobucci argina la sconfitta con l’ultimo miracolo.

Il Pescara, sesto a 28 punti, torna a vincere, a non prendere reti, a convincere, a divertire e, cosa più importante, a non perdere la concentrazione. Oddo può plaudire i suoi difensori e gongolare guardando l’attacco: Lapadula è il re della cadetteria, oltre ad essere diventato ottimo nel giostrare le palle per tutto il reparto; a Cocco, in campo dopo un’eternità, è mancata solo la rete, negata dal palo e dalla mira arrugginita. Magra consolazione per chi è abituato alla ventina di marcature ma l’Adriatico ha festeggiato la vittoria inneggiando proprio al suo nome: bentornato anche all’entusiasmo, e ora il derby d’Abruzzo.