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Area Marina Protetta del Cerrano: rifiuti tra le dune

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Ultimo Aggiornamento: venerdì, 10 Settembre 2021 @ 11:53

Filamenti di plastica che affiorano tra la sabbia dell’Area Marina Protetta di Cerrano, provenienti dagli ombrelloni e dalle palme in materiale sintetico inquinante che campeggiano lungo tutta la riviera adriatica, area marina protetta compresa: altro che campagne per il mare plastic free, verrebbe da dire.

 

Per questo, finita la stagione balneare, la Stazione Ornitologica Abruzzese e l’ass.Paliurus hanno iniziato una nuova campagna per chiedere dal prossimo anno il divieto di usare queste tipologie di ombreggi in materiale sintetico che hanno valide alternative in materiali naturali o in tessuti che con l’uso non vengono dispersi nell’ambiente. Una lettera in questo senso è stata inviata all’Area Marina Protetta, ai Comuni di Silvi e Pineto e al Ministero della Transizione Ecologica.

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Le associazioni sono partite dall’Area Marina Protetta di Cerrano in quanto è paradossale che le strutture turistiche di un sito protetto nazionale e internazionale non siano in prima fila per combattere l’uso indiscriminato della plastica con azioni che educhino i cittadini.

Questi filamenti, detti rafia sintetica, che si rompono facilmente in mesi di uso sotto al sole e con il vento, sono anche pericolosi per la fauna selvatica, in quanto possono annodarsi attorno alle zampe degli uccelli causandone la morte e vengono mangiati dagli animali marini. Ricordiamo che la plastica, trasformandosi in micro-plastiche, poi entra nella catena alimentare, giungendo ad essere ingerita perfino dall’uomo.

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Le associazioni presto invieranno lo stesso appello alla Regione Abruzzo e agli altri comuni abruzzesi per sensibilizzarli sul tema: auspichiamo che l’Area marina protetta di Cerrano possa fungere da esempio per tutti fin dalla prossima stagione balneare.

 

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Durante i sopralluoghi svolti in questi giorni nell’Area Marina protetta i volontari di SOA e Paliurus hanno anche riscontrato la presenza di abbandoni di rifiuti direttamente sulle dune tra gli stabilimenti balneari. Non un bel biglietto da visita per i turisti che vogliono godersi il mare di settembre. Anche questo aspetto è stato evidenziato nella lettera all’AMP, alla Guardia Costiera e ai carabinieri-Forestali: sono azioni incivili che devono essere represse.

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