Sindaci del cratere in audizione in Parlamento. D’Alberto: “E’ l’ultima chiamata”

“Apprezziamo un decreto in cui, finalmente, si parla solamente del sisma del Centro Italia. Ma vogliamo essere chiari: questa è l’ultima occasione per fare in modo che parta davvero la ricostruzione, che altrimenti rimarrà solo elemento di polemica tra le forze politiche. Qui ci sono i sindaci che vogliono osare, il Parlamento osi insieme a loro”.

Così il sindaco di Senigallia e coordinatore delle Anci regionali, Maurizio Mangialardi, nel corso dell’audizione di Anci presso la commissione Ambiente della Camera, che ha ascoltato una delegazione di sindaci del cratere, tra cui i primi cittadini di Amatrice (Fontanella), Arquata del Tronto (Petrucci), Norcia (Alemanno) e Teramo (D’Alberto), in merito al decreto Sisma.

”Nel mio intervento, ho sottolineato al Presidente della Commissione  e ai relatori, che quella odierna è davvero l’ultima chiamata, l’ultimo appello che rivogliamo noi sindaci del cratere sismico del centro-Italia, in qualità di delegati ANCI – ha detto D’Alberto – Ultimo appello perché troppo spesso, nelle altre audizioni, abbiamo acquisito impegni che sono poi stati sconfessati. Lultima chiamata all’appello, per un Parlamento che ha una grossa responsabilità, quella di riscrivere le regole per poter salvare le nostre popolazioni; non ci saranno altre occasioni. Il Decreto sisma, che attualmente è in fase di conversione, è una grande opportunità, ma al momento che deve essere corretto e soprattutto riempito delle risposte che attendono le nostre comunità.  Poche parole oggi, in audizione, perché il Parlamento e il Governo devono essere a conoscenza di ciò che serve per il nostro cratere. Abbiamo avuto, nella fase di conversione del decreto sblocca- cantieri, l’impegno da parte del precedente sottosegretario Crimi che quello sarebbe stato l’ultimo Decreto. Ovviamente così non è stato, ed ecco perché questa diventa l’ultima opportunità, lultimo appello per inserire le norme che servono”.

“Speriamo che la Commissione ascolti le istanze che noi sindaci, tutti all’unisono da ogni parte del territorio, abbiamo rappresentato – conclude il primo cittadino di Teramo – L’accelerazione e la semplificazione della azione sulla ricostruzione pubblica, scolastica e ATER. Ricostruzione privata: abbiamo presentato un emendamento che porta a 600 le unità di personale. Finora abbiamo avuto sono 200 unità col decreto sblocca-cantieri che non sono state nemmeno trasferite perché mancano le Ordinanze commissariali: quel poco che è stato dato, non è stata neppure attuato dal Commissario. Questo è gravissimo: ci siamo già mangiati cinque mesi di copertura finanziaria. Quindi più personale, una semplificazione vera anche della ricostruzione privata con una norma che non penalizzi troppo i professionisti; la proroga dello stato di emergenza; importante poi la norma con cui abbiamo chiesto di inserire sulla estensione ai Comuni al di sotto dei 30.000 abitanti del contributo per la manutenzione straordinaria, che era stato dimenticato prima del decreto sblocca cantieri e poi da quella quello per le norme del sisma. Quindi un emendamento sulla cumulabilità dei contributi pubblici con indennizzi assicurativi, necessario  per evitare una interpretazione assolutamente folle del decreto sisma che vuole penalizzare i Comuni che erano stati virtuosi e che si vedono costretti a pagare polizze assicurative per avere indennità. Abbiamo predisposto e presenteremo attraverso i nostri parlamentari una norma importante che prevede la deroga per la fusione delle Camere di Commercio all’interno del cantiere sismico che non può essere penalizzato con la perdita di ulteriori presidi. Abbiamo chiuso, ripetendo quello che già ieri abbiamo detto nel discorso del 4 novembre, invocando il diritto alla ricostruzione”.