Fusione Camera commercio L’Aquila-Teramo, “Processo da portare avanti”

“Il processo di fusione della Camera di commercio dell’Aquila e di Teramo non va interrotto. Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno ribadisce la necessità di arrivare, in tempi brevissimi, alla definizione di un percorso avviato oltre due anni fa e che, inspiegabilmente, ha incontrato un vistoso rallentamento”.

Così il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Riccardo Podda, sulla formazione della nuova Camera di commercio Gran Sasso d’Italia che deve unire le realtà dell’Aquila e Teramo.

Podda ricorda che “l’Ente camerale unificato, che racchiude i due ambiti territoriali, è stato costituito formalmente a novembre 2016, in seguito alla riunione congiunta dei consigli camerali dell’Aquila e di Teramo, che hanno deliberato di proporre al ministero dello Sviluppo economico l’accorpamento dei due organismi. A distanza di due anni e mezzo, l’orientamento della Camera di commercio di Teramo è di congelare la pratica, con la richiesta alla Regione di sospensione dell’iter burocratico. Di fronte a questa decisione – prosegue Podda – non si registra una presa di posizione netta e ufficiale da parte della Camera di commercio dell’Aquila. Anche in virtù della corposa rappresentanza che l’Unione industriali detiene in seno all’ente camerale aquilano, con la presenza in giunta del vicepresidente, Marco Fracassi, si ribadisce la necessità di aprire subito un confronto e di addivenire ad una rapida conclusione del percorso di unificazione avviato tempo fa. Unificazione che rafforzerebbe, di fatto, l’operato e il peso di un ente unico a gestione interprovinciale sulle tante partite economiche aperte sul territorio, di cui l’ente camerale deve necessariamente occuparsi: rilancio imprenditoriale e turistico, restituzione delle tasse sospese dopo il sisma 2009, aiuti alle Pmi, operazioni di marketing territoriale e di sviluppo sostenibile. Tematiche fondamentali su cui va rafforzata l’azione incisiva della Camera di commercio, che negli ultimi tempi non ha visto grandi slanci propositivi”.

L’accorpamento porterà alla formazione di un organismo che opererà su un territorio che comprende 155 comuni con una popolazione complessiva di 618 mila abitanti e 79.474 imprese registrate che producono annualmente circa 9 miliardi di valore aggiunto ed 1 milione e 7 miliardi di export.

“Numeri – conclude Podda – che rendono bene il quadro dell’azione propositiva per il rilancio dell’Abruzzo Interno. Invitiamo il presidente ad andare avanti nel percorso di fusione e di chiedere alla Regione che lo stesso vada a buon fine in tempi rapidi”.