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Politica Chieti

Project Financing Ospedale Chieti, Marcozzi: ‘D’Alfonso e Paolucci inquinano i pozzi’

Chieti. Il PD prosegue il piano di inquinamento dei pozzi prima di scomparire definitivamente dalla scena politica di questo Paese. Regalare al privato anche la costruzione e la gestione degli ospedali è un folle disegno contro il quale continueremo ad opporci con tutte le nostre forze. Un Presidente-Senatore incompatibile, diventato un caso mediatico nazionale, mette in imbarazzo le istituzioni e la nostra regione, nel solo disperato tentativo di recuperare consensi assecondando gli interessi del privato.

 “Sin dal 2014 abbiamo analizzato nel merito la proposta avanzata dalla Maltauro, sia il progetto che il Piano Economico e Finanziario: una sòla di proporzioni bibliche per le casse pubbliche. Se non fosse stato per il nostro studio e i nostri esposti ad ANAC e Corte dei Conti, questa Giunta regionale lo avrebbe approvato senza batter ciglio, tanto paga sempre pantalone e cioè i cittadini. – commenta la consigliera regionale M5S Sara Marcozzi – Tanto è vero che l’intervento del M5S è servito, che dal 2014 ad oggi, il progetto di finanza è stato soggetto a diverse modifiche e, ad oggi, appare molto ridimensionato rispetto a quello iniziale. Altro che “asinaggine”, l’incompatibile Presidente-Senatore la butta in caciara per non confessare che il M5S ha già fatto risparmiare milioni ai cittadini abruzzesi.”

 “Ma il punto è un altro – aggiunge Marcozzi – il privato deve restare fuori dalla costruzione e dalla gestione degli ospedali, ancor di più se si propone con strumenti di finanza creativa. Non lo diciamo noi, lo dicono le sentenze dei TAR di mezza Italia, lo dice la Corte dei Conti e lo testimoniano le esperienze di altre regioni che in passato hanno fatto ampio ricorso ai project financing e oggi si ritrovano i bilanci in rosso. Ci ricordiamo quanto accaduto tra gli anni 2000 e 2010 quando imprudenti Sindaci e Presidenti di Regione scoprendosi biscazzieri dell’alta finanza hanno investito nei famigerati titoli derivati e oggi, a distanza di una decina di anni, sono i cittadini a pagarne le conseguenze. Tanto per fare un esempio, solo Regione Abruzzo, detiene in pancia oltre 600 milioni di euro di derivati che rischiano di scoppiarci in mano da un momento all’altro. Ebbene, non paghi delle infauste scelte del passato, per gli “esperti della politica” la nuova frontiera della sanità del futuro si chiama project financing. Uno strumento perverso che genererà una esplosione dei costi nei prossimi 20 anni e che costringerà gli amministratori delle future legislature a tagliare servizi essenziali ai cittadini per onorare i lauti canoni agli investitori privati. A ciò si aggiunga il tema delle esternalizzazioni dei servizi che saranno gestiti dal privato, presumibilmente in danno dei diritti retributivi e sociali dei lavoratori. Abbiamo tutti sotto gli occhi le gestioni dei servizi già oggi in mano alle cooperative: cucine, mense o 118, ad esempio, sono esperienze che hanno visto drammaticamente contrarre i diritti dei lavoratori e le loro buste paga. Questo è il PD: finanza creativa, tutela degli interessi delle grandi lobby e precarizzazione dei lavoratori.” dichiara Marcozzi.

 “La prossima settimana incontrerò la Ministra Grillo, alla quale esporrò diverse questioni, fra le quali proprio la delibera di Giunta sul Project Financing e tutta la pregressa attività amministrativa portata avanti da questa maggioranza ormai inconsistente, in aula quanto sul territorio. Chiederò di approfondire, anche attraverso il Tavolo di Monitoraggio, l’effettiva sostenibilità dei costi, la qualità dei servizi e le ripercussioni economiche e sociali per i pazienti e i lavoratori. Nel frattempo continueremo la nostra battaglia presso le procure e l’ANAC, alle quali chiederemo di valutare la fondatezza dei nostri esposti” dichiara Sara Marcozzi “D’Alfonso e Paolucci sono stati eletti per amministrare la cosa pubblica, non per cederla al privato. La Sanità ha bisogno di investimenti pubblici, troveremo le risorse per costruire nuovi ospedali come questo Paese ha sempre fatto.”

 “D’Alfonso stia sereno – conclude – faccia un bagno di umiltà, torni sul pianeta terra e ammetta il suo totale fallimento amministrativo: Dove sono i 100.000 nuovi posti di lavoro promessi in campagna elettorale? Dove sono i mari e fiumi puliti che aveva promesso nel 2014? Purtroppo l’operato di questo governo è molto distante dalla narrazione che ne viene fatta nelle conferenze stampa in cui si racconta un Abruzzo che non esiste. La nostra regione vive una situazione disperata: imprese artigiane abbassano la saracinesca ogni giorno, i livelli di povertà sono in continua crescita (l’Abruzzo fra le peggiori performance secondo l’ISTAT), i livelli di spesa sui fondi europei fermi al palo. Fortunatamente il Governo D’Alfonso è giunto al capolinea”. conclude Marcozzi.