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Politica Teramo

Teramo, si accende la guerra nel PD: Piazza Grande contro Minosse, Bartolini si dissocia

E’ guerra aperta nel Partito Democratico (a tutti i livelli) dopo la presa di posizione dell’unione comunale e del gruppo consiliare.

“Esprimo piena solidarietà politica al gruppo consiliare Pd di Teramo,  ai due assessori comunali Stefania Di Padova e Simone Mistichelli e all’intera amministrazione comunale di Teramo, che dal giorno della sua elezione costituisce un punto di riferimento per tutto l’Abruzzo di coraggio innovativo e apertura – fa sapere Andrea Catena, coordinatore regionale di Piazza Grande Abruzzo che ha sostenuto la candidatura di Nicola Zingaretti come segretario nazionale del partito – Trovo che sia incredibile l’arroganza con cui la segreteria provinciale del Pd teramano come se non ci fossero state le primarie del 3 Marzo, che hanno stabilito anche in provincia di Teramo nei fatti una nuova maggioranza politica nel partito, si ostini a difendere una linea che non ha nulla a che vedere con la natura, i principi, la missione del Partito democratico, tanto più dopo le primarie che hanno visto affermarsi largamente il progetto di Zingaretti per un nuovo Pd motore di un campo largo di centrosinistra. Anziché cercare il dialogo con chi rappresenta l’istanza di cambiamento emersa dalle primarie, si insiste nel tentativo maldestro di delegittimare chi semplicemente sta portando avanti un’idea  di legalità, correttezza amministrativa, attenzione ai problemi dei cittadini”.
E ancora: “Non è questo il Pd che vogliamo costruire. Non è questo il Pd che gli elettori ci chiedono. Non è il Pd degli accordi trasversali con la destra  ma il Pd che con coerenza porta avanti una linea di cambiamento e di trasparenza amministrativa. Do dunque la mia disponibilità ad incontrare in nome e per conto di Nicola Zingaretti gli amministratori teramani del Pd e il gruppo dirigente dell’Unione comunale per poter valutare insieme le azioni e le iniziative politiche opportune per determinare nella vita del partito provinciale e nel suo rapporto con la società quella svolta nei comportamenti, nei metodi di direzione politica e nei gruppi dirigenti che non è più rinviabile”.
BARTOLINI SI DISSOCIA Il delegato all’assemblea nazionale del Pd, Flavio Bartolini, si dissocia invece dal comunicato “comunale”. “Malissimo ha fatto il gruppo consiliare ad emettere il comunicato. PD contro PD: ancora perso nel vespaio di risentimenti a seguito di presunti, vecchi, tristi accordi trasversali col centro-destra teramano nelle vicende della Provincia, del  Bim e del Ruzzo. Non ero d’accordo che il Gruppo Consiliare emettesse un comunicato entrando in una triste vecchia guerra di vecchie fazioni che disonora chi vi partecipa con qualsiasi titolo. A proposito di imprecisioni. Mi chiedo se manca anche la firma del caro amico Alberto Melarangelo. Sono certo che insieme alla mia firma manca anche la sua. Stento a credere, infatti, che  abbia voluto ridurre il suo ruolo di super partes, schierandosi con una parte… della parte! O addirittura schierandosi con una parte contro due parti… o tre parti? Quante sono quelle che compongono l’unione (di parti) del PD teramano?!! Mi sento sinceramente estraneo a tutte queste parti. Sono felice, invece, di stare dalla Parte di chi, il 3 marzo scorso, si è riconosciuto e schierato nella Mozione Giachetti per la quale sono stato eletto componente dell’Assemblea Nazionale de Pd. Concludo nell’affermare che, a mio avviso, il Sindaco D’Alberto – cui confermo la mia stima ed i miei sentimenti di amicizia – non ha bisogno che nessuno  lo difenda in questa sua decisione leale e trasparente e non di parte,  di ricorrere contro la nomina del CDA del Ruzzo per le motivazioni che ha spiegato benissimo in occasione dell’assemblea del 1 dicembre scorso che abbandonò in aperta polemica con il metodo usato per lo scambio di ruoli tra il Presidente uscente Forlini e la consigliera Cognitti”.