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Comune Giulianova richiede i soldi per lo spiaggiato: i dubbi di Antelli

Giulianova. “A due anni dagli eventi corre l’obbligo civico e morale di tornare  sulla vicenda della rimozione, trasporto e smaltimento del materiale spiaggiato a seguito delle mareggiate del marzo 2011”.

Lo ricorda il consigliere comunale del Pdl, Gianluca Antelli, sottolineando come “l’amministrazione comunale di Giulianova avanza, nei confronti della struttura commissariale per l’alluvione, le pretese economiche rispetto alle anticipazioni erogate per le attività sostenute. Rispetto alle modalità e ai costi sostenuti, all’epoca dei fatti seguirono una serie di osservazioni documentate da parte del sottoscritto e dei gruppi consiliari di opposizione. Molte zone d’ombra restano ancora vive circa le procedure seguite per la rimozione, la vagliatura della sabbia, le modalità e i luoghi individuati per lo smaltimento, oltre che su la esorbitante spesa sopportata con denaro pubblico. Forti anche della ricostruzione dei passaggi avuta dall’Organismo Indipendente del Comune di Giulianova, in una dettagliata relazione rimessa nelle mani del sindaco Mastromauro, come gruppi consiliari di opposizione, Popolo della Libertà e Progresso Giuliese, al fine di fare chiarezza nell’interesse generale, presentammo un esposto alla Procura della Repubblica di Teramo, del quale esito nel merito delle questioni poste non è dato ancora sapere. Restano i fatti. Da allora c’è stato un avvicendamento politico e tecnico in seno all’amministrazione comunale. Le deleghe in materia demaniale sono passate dall’assessore Filipponi in capo all’assessore Forcellese e l’allora Dirigente dell’Area Servizi alla Collettività e Territorio non riveste più quel ruolo all’interno dell’Ente comunale”.
Antelli ricorda come “l’ affidamento diretto della gestione di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti spiaggiati in assenza di gara di evidenza pubblica; successivamente, per quale ragione non è dato sapere, si costituì un’ATI (associazione temporanea di impresa), la quale in prosecuzione, con la ditta affidataria di prima istanza, sempre in assenza di gara di evidenza pubblica, continuò i lavori con capacità di firma dei documenti di trasporto ( già dal 28 di marzo 2011 come da primo formulario), ovvero ben prima della presunta regolarità di costituzione della stessa, avvenuta in data 7 aprile 2011. Dai formulari mancavano i bollettini delle singole pesature allegate agli stessi e sempre sui formulari la firma apposta sulla voce proprietario o detentore del rifiuto risultava essere di CA.MA. Service e non già del comune di Giulianova come previsto dalle norme vigenti, determinando così opacità sui controlli delle effettive quantità di materiale portato alla pesa. Le quantità di rifiuto, non si sa bene se portate a riciclo o smaltimento, furono esorbitanti, nella ragione di 3.625 tonnellate materiale di indifferenziato e di 2.875 tonnellate di materiale legno”.
Il consigliere del Pdl giuliese sottolinea come “in relazione a queste cifre, alle analisi chimiche e alla Circolare Regione Abruzzo1/2011, molti dubbi restavano e restano sull’aspetto della componente di sabbia portata alla pesa in discarica. Bene sabbia ritenuto di inestimabile valore ambientale ed economico e non a caso tutelato dal legislatore in materia penale. La liquidazione di tutte le fatture avvenne in tempo record, per un importo pari a 1.091.000 Euro (così come risulta da bilancio comunale), ai quali si arrivò partendo da un affidamento diretto in  somma urgenza senza espletare alcuna gara di evidenza pubblica per un importo di 44mila euro. La cifra totale spesa risultò essere quasi pari alla somma totale impegnata da tutti gli altri sei comuni della Provincia di Teramo per le medesime operazioni a dispetto di imprese che da anni debbono essere pagate dal Comune di Giulianova. Il sindaco Mastromauro continua a difendere l’ineccepibilità delle attività svolte, spingendosi fino a farsene un vanto per la Città di Giulianova. Da parer nostro riteniamo che tutto ciò, per usare un termine tanto caro alla sinistra, sia inquietante. A questi riscontri si arrivò producendo un meticoloso sforzo da parte dei gruppi consiliari di opposizione nell’analisi documentale, spinti dall’interesse del bene comune ambientale ed economico. Con lo stesso spirito siamo certi si muoveranno – conclude Antelli – tutti i soggetti interessati alle fasi successive, siano questi deputati alla ricerca della verità giuridica, siano questi, in qualità di commissario delegato per gli interventi diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eccezionali eventi alluvionali che hanno colpito il territorio della provincia di Teramo nei giorni 1, 2 e 3 marzo 2011, erogatori di denaro pubblico”.