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Alba Adriatica, caso Viviani: nel Pd si accende il confronto VIDEO

La sensazione è che si tratti di una prima mossa di una guerra, tutta interna ai Dem, in vista del congresso. Così come accaduto nel recente passato, più di una volta, Alba Adriatica diventa (politicamente parlando) una sorta di terreno di confronto politico ben più complesso.

 

Dal congresso imminente, ma anche dalle future scadenze elettorali e candidature. La notizia dell’espulsione di Viviani per un post su Facebook sulla questione migranti (post poi rimosso e che già aveva acceso una discussione) ha prodotto reazioni. E non poteva essere altrimenti. L’ala del partito che fa capo al segretario Gabriele Minosse e al capogruppo Dem in Regione, Sandro Mariani, annunciano battaglia per un provvedimento (adottato dalla commissione di garanzia regionale) che viene definito di una gravità assoluta. Insomma a prescindere dalla possibilità di fare ricorso alla decisione, anche nelle sedi istituzionali la vicenda rischia di produrre effetti. Nel frattempo Dino Pepe, commissario ad acta della sezione di Alba Adriatica nella fase congressuale, ha fatto le sue considerazioni sulla vicenda (guarda il video).

 

L’estromissione di Viviani è vista da molti come una vendetta postuma, consumata sull’altare dell’imminente congresso provinciale che contrappone due ‘correntoni’ interni ai Dem teramani. Non a caso l’ormai ex segretario è il fautore della sconfitta renziana alle primarie di aprile, dove proprio Alba Adriatica fece segnare l’exploit di Orlando in assoluta controtendenza rispetto al nazionale e quello stesso che dichiaratamente aveva votato “no” al referendum costituzionale di dicembre.

 

Sinistra Italiana. ”Non tutte le ciambelle riescono con il buco – scrive Daniele Licheri, segretario regionale di SI Abruzzo -. Sinistra Italiana è aperta a discutere con tutti, ma con chi manifesta intolleranza e razzismo non abbiamo altre parole se non di condanna. Soffiare sul fuoco dell’odio, deridere o essere sprezzante sulla pelle di persone che vivono situazione drammatiche è intollerabile e purtroppo ormai alla scuola di Salvini ci sono troppi scolari che sperano di prendere qualche voto in più giocando sulla pelle dei migranti. Spero che Viviani abbia imparato la lezione, e che il Partito Democratico stia più attento alla selezione del suo gruppo dirigente. Ma l’estromissione di Viviani è vista da molti come una vendetta postuma, consumata sull’altare dell’imminente congresso provinciale che contrappone due ‘correntoni’ interni ai Dem teramani. Non a caso l’ormai ex segretario è il fautore della sconfitta renziana alle primarie di aprile, dove proprio Alba Adriatica fece segnare l’exploit di Orlando in assoluta controtendenza rispetto al nazionale e quello stesso che dichiaratamente aveva votato “no” al referendum costituzionale di dicembre.

 

Le precisazioni di Dino Pepe. Ancora una volta leggo di reazioni scomposte dei vertici provinciali in merito ad una situazione politica, quella di Gabriele Viviani, interamente gestita dal livello regionale (si veda Procedimento disciplinare nei confronti di Viviani a firma di Ugo Milia, Presidente della Commissione Regionale di Garanzia del PD ed il Decreto di nomina del sottoscritto a firma di Marco Rapino, Segretario Regionale del PD, del 15 settembre 2017), che riguardano valutazioni etiche e comportamentali di nostri dirigenti locali.
Pertanto anziche’ andare a scomodare obiettivi reconditi e nascosti invito tutti a lavorare in maniera seria, ognuno per il suo ruolo e non a scomodare retropensieri tipici delle fasi congressuali.
Rispetto ai metodi “barbari“ evocati, faccio presente che non mi riguardano ne’ nello stile politico che cerco di portare avanti quotidianamente ne’ in quelli personali, semmai registro nella mia provincia che spesso sono state commissariate sezioni locali o negate senza alcun motivo tessere a persone che per una vita hanno lavorato e continuano a lavorare per il nostro partito, che denotano, questo si, metodi di un arroganza politica senza precedenti.
Conosco un solo modo di fare politica e sono il lavoro serio, educato e quotidiano rivolto ai cittadini di questa Regione e la credibilita’ che ognuno di noi ha guadagnato durante le varie esperienze politiche e professionali.
Tutto il resto e’ una vetrina per il congresso.

 

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