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Teramo, il fallimento della Giunta Catarra nel bilancio di fine anno del Pd

Teramo. Perché non è stato riunito l’Osservatorio dell’Economia sui temi della crisi e del lavoro e non è stata data attuazione a nessuna delle azioni previste? Perché non è stato ancora costituito il Gruppo di lavoro aperto sui problemi della sanità? Perché la Provincia non ha ancora assunto iniziative forti per esigere il finanziamento delle infrastrutture strategiche? Come si giustifica l’aumento notevole della spesa corrente? E, infine, a proposito di Teramo Lavoro, perché la Giunta non decide di assumere il controllo diretto della società?

Cinque domande in attesa di risposta. Sono quelle rivolte dal Gruppo consigliare del Pd che questa mattina ha tracciato un bilancio del 2011 vissuto in una Provincia amministrata dal centro destra di Valter Catarra. E il giudizio è decisamente negativo. “I fatti dimostrano, oltre ogni ragionevole dubbio, il fallimento della Giunta Catarra” esordisce il capogruppo Ernino D’Agostino. Un fallimento che attraversa in maniera trasversale diversi campi, dalla riorganizzazione dell’Ente, “irrazionale e per molti versi illegittima” alla questione Teramo Lavoro, “gestita nell’assoluta mancanza di trasparenza”. Per non parlare degli investimenti, che hanno raggiunto il “minimo storico” degli 8milioni di euro a fronte dei circa 15milioni di euro degli anni precedenti. Certo, la giustificazione potrebbe essere racchiusa nei tagli effettuati dal Governo, ma allora, chiede l’opposizione, come si spiega l’aumento della spesa corrente, per il personale e gli affidamenti esterni ad esempio? E poi ancora, la mancata convocazione dell’Osservatorio dell’Economia, “nonostante l’approvazione, a fine 2010, di una risoluzione che prevedeva azioni e interventi che però sono rimasti su carta” aggiunge D’Agostino. “La Provincia ha anche abdicato alla sua funzione di coordinamento in materia di rifiuti, sanità, ricerca idrocarburi”. Su quest’ultimo punto è intervenuto anche il segretario provinciale del Pd, Robert Verrocchio, secondo cui “è sotto gli occhi di tutti la confusione e l’imbarazzo che regna in giunta e la bocciatura della mozione sulle ricerche petrolifere è stato il momento più eclatante. L’assessore all’Ambiente ha avuto il coraggio di dire che bisogna guardare al lato positivo, ossia alle royalty: dopo una frase del genere dovrebbe solo dimettersi”. Una cosa è certa per Verrocchio: “avevano annunciato fuochi d’artificio, ma non hanno acceso nemmeno la miccia”. Il giudizio conclusivo arriva poi anche da Piero Pulcini, ultimo arrivato tra i banchi dell’opposizione provinciale, dopo le dimissioni di Giulio Sottanelli. “Mi sono trovato alle prese con un Consiglio statico” ha detto “impegnato nella semplice gestione del quotidiano, senza strategie né programmazione. Non è che mi aspettassi chissà cosa, ma è peggio di come l’avevo immaginato. Con le nostre domande vorremmo stimolare una reazione della Provincia, che sembra quasi rassegnata a morire”. In tutto questo, quale sarà il ruolo del Pd nel 2012? “Non possiamo che ribadire una linea di ferma opposizione” spiegano “sollecitando una nuova fase di confronto in Consiglio. Il Pd si propone di svolgere nel 2012 iniziative tematiche e territoriali finalizzate a rilanciare il legame profondo con le istanze della società teramana, dal lavoro alla scuola, fino ad arrivare al tema dei rifiuti.

 

Marina Serra