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San’Omero, l’ospedale non si tocca e non si ridimensiona: l’intervento

Sant’Omero Sul dibattito, che torna a riaccendersi, sull’organizzazione sanitaria nella provincia di Teramo torna a battere un colpo l’amministrazione comunale di Sant’Omero.

 

E questo alla luce delle ultime considerazioni avanzate dal sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro.

Posizione che, però, il collega di Sant’Omero Andrea Luzii, non condivide.

 

“In principio erano quasi tutti d’accordo: un unico ospedale nuovo ed importante da realizzare fra Teramo e Giulianova”, scrive Andrea Luzii a nome dell’intera amministrazione comunale.

D’accordo, soprattutto, i Sindaci di Teramo e Giulianova, ognuno furbescamente convinto di portarlo sotto casa.

Quando si è passati alla scelta dell’area, Brucchi ha ritenuto che non si potesse andare oltre la zona industriale di San Nicolò, per una serie di motivazioni, non ultima quella che Teramo sarebbe l’unico capoluogo di Provincia a non avere un ospedale.

Mastromauro, d’altro canto, ha ritenuto che l’unica area possibile dovesse essere quella di via Cupa alla periferia di Giulianova, “inventando” un’area vasta della costa che andrebbe dai confini di San Benedetto del Tronto ai confini di Pescara.

Dimentica, Mastromauro, che i comuni di Martinsicuro, Alba Adriatica e Tortoreto fanno parte dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata che, più volte, ha ribadito la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di ridimensionamento dell’ospedale di Sant’Omero.

Brucchi e Mastromauro sognano un ospedale di primo livello da dove sia possibile vedere distintamente l’altro ospedale ad appena sedici chilometri di distanza.

Più o meno velatamente suggeriscono, poi, di chiudere (o come si dice con più eleganza, di riconvertire) gli ospedali di Atri e Sant’Omero.

Da parte nostra ripetiamo, ancora una volta, che l’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero non si tocca e non si ridimensiona perché è l’unico a norma, è strutturalmente in grado di sopportare eventi sismici, ha una produttività superiore agli altri ed è una barriera importante contro la mobilità passiva.

 

Ripetiamo, ancora una volta, che la classe politica della Val Vibrata, da sempre, si è mostrata più riflessiva e, soprattutto, più rispettosa delle idee altrui, delle persone e dei territori, ma che non rimarrà supina ai giochini politico-campanilistici degli altri.

Sapremo riconoscere gli amici che condividono comportamenti e scelte.

Agli altri diciamo che la Val Vibrata non è terra di pascolo elettorale.

 

Noi non abbiamo mai sostenuto che quattro ospedali sono troppi, stringiamoci tutti a Teramo ospedale di secondo livello e vivano, come ospedali di base, anche Atri, Giulianova e Sant’Omero se l’accordo di un ospedale unico Teramo-Giulianova non sarà possibile”.