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Teramo, la Asl e lo Zooprofilattico negano il part time alle donne: la denuncia della Cgil

Teramo. “Dal 2008, per volere del Ministro Brunetta, la concessione del part-time non è più obbligatoria, ma gli enti possono decidere sulla base delle esigenze di servizio se concederlo o meno. Si è creata, così, negli anni una situazione di figli e figliastri, una doppia discriminazione tra coloro che avevano ottenuto il beneficio entro il 2008 e che ancora ne usufruiscono e coloro cui non è stato concesso successivamente al 2008, tra coloro cui la Asl negli anni dopo il 2008, senza stabilire criteri oggettivi, ha concesso il beneficio e coloro cui lo ha negato”.

E’ quanto scrive in una nota la Funzione Pubblica Cgil Teramo, che aggiunge: Nel 2011 non è stato concesso nessun part-time anche perché le lavoratrici scoraggiate dalla normativa vigente non hanno nemmeno provato a chiederlo. Negli anni passati, invece, più del 15 per cento delle lavoratrici ha ottenuto un rifiuto alle richieste di part-time. Se si arriva a negare il part-time alle lavoratrici e ai lavoratori la situazione è ovviamente disperata. Può però anche denunciare una cattiva gestione del personale se ci si riferisce ad un dato fornito dalla stessa azienda sanitaria che vedrebbe la presenza di 1,8 infermieri per ogni posto letto. Basterebbe farsi un giro al Mazzini per verificare che il dato è assolutamente errato. Al di là delle oggettive difficoltà della Asl, relativa alla mostruosa carenza di personale, c’è una gestione del personale poco trasparente che si ripercuote negativamente anche sulla concessione alle lavoratrici di sacrosanti diritti. Comportamenti ostativi in mancanza di carenza di personale si registrano anche allo Zooprofilattico di Teramo dove, addirittura, hanno negato i part-time dopo il 2008 e hanno costretto le lavoratrici che già ne usufruivano a scegliere tra il part-time a 18 ore settimanali con conseguente forte riduzione dello stipendio o tornare a lavorare a tempo pieno. Molte donne, non potendo permettersi la riduzione dello stipendio al 50 per cento, sono state costrette a rientrare a tempo pieno”. Per queste ragioni, la FP CGIL di Teramo e la Consigliera di parità della Provincia di Teramo, Germana Goderecci, hanno inviato nei giorni scorsi una nota di sensibilizzazione alla Direzione Generale della Asl chiedendo un incontro urgente per trovare soluzioni organizzative e percorsi che garantiscano la possibilità di agevolare la concessione del part-time alle lavoratrici in difficoltà.