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Tirocini Provincia di Teramo: esplode la polemica

Teramo. Torna ad infiammarsi a Teramo il dibattito sui tirocini formativi promossi dalla Provincia. Ieri, l’affondo del capogruppo dell’opposizione, Ernino D’Agostino, che ha accusato il presidente Valter Catarra di “dare i numeri” e aver detto il “falso” in occasione di un precedente Consiglio Provinciale quando, appunto, tema di discussione erano stati proprio i tirocini. Oggi arriva la replica di Venanzio Cretarola, amministratore unico di Teramo Lavoro, la società in house della Provincia, che si dice stupito delle dichiarazioni rilasciate, soprattutto, a proposito delle “18 nuove assunzioni di stampo clientelare”.

“Un’accusa destituita di ogni fondamento” ribatte Cretarola. “La società ha adottato procedure ad evidenza pubblica trasparenti e legittime in base alle norme valide per le società strumentali. La grave accusa, sulla quale, in assenza di una smentita formale, mi riservo di agire ai sensi di legge, è ancor più incomprensibile ed inaccettabile in quanto lo scorso 29 aprile ho avuto un incontro ufficiale con i Capigruppo di minoranza in Consiglio provinciale nel quale ho fornito le più ampie delucidazioni sulla gestione della società ed in particolare sulle procedure di assunzione del personale”.

Nella stessa occasione, l’amministratore della Società in House ha potuto, inoltre, chiarire che “le procedure di selezione sono state condivise con le organizzazioni sindacali ed il presidente Catarra mediante la sottoscrizione di un formale accordo il 18 giugno 2010. Sull’attuale personale in forza, inoltre, di 110 unità contrattualizzate, 93 sono ex lavoratori a tempo determinato prorogati da anni e 7 sono ex tirocinanti, anche da più anni. La Provincia di Teramo, infine, è l’unica in Abruzzo ad avere garantito la prosecuzione del lavoro a tutti gli ex precari disponibili, anche grazie a Teramo Lavoro che ha rappresentato una scelta strategica sia per la tutela dell’occupazione che per la garanzia dei servizi pubblici”.

“Nell’incontro” conclude Cretarola “non ho ricevuto alcuna critica rispetto all’operato della società. Alla luce di questi dati ogni accusa di clientelismo non può che essere respinta e apparire sconcertante. Se di clientelismo si vuol parlare, perché non mi si accusa di 110 assunzioni clientelari?”.

E Cretarola non è l’unico a replicare alle parole di D’Agostino. A lui si aggiunge anche il presidente della Provincia Valter Catarra che chiede “scusa a D’Agostino se, finalmente, lui chiede scusa a tutti noi per i guai nei quali ci ha lasciato”.

Adesso basta” tuona Catarra. “Se la conferenza stampa di ieri serviva solo a sollevare un polverone pre-elettorale, ha sbagliato tiro e obiettivo”.

Il presidente dell’Ente di via Milli vuole fare chiarezza una volta per tutte e spiega che “in Consiglio provinciale ho dato le cifre che mi erano state fornite dagli uffici, sicuramente ci sono state imprecisioni, ma questo non cambia la sostanza della questione: sulle spese per i tirocini D’Agostino non può contestare alcunché”.

Secondo il presidente della Provincia, il capogruppo del Pd mostra solo una parte della documentazione: “lui sa bene che era una pratica ripetuta quella di trasformare tirocini in altri rapporti lavorativi con l’ente (ecco perché non risultano come spese di tirocinio) e che fra il 2007 e il 2008 questa spesa raggiunge gli 80 mila euro annuali. Per l’attivazione dei tirocini formativi abbiamo seguito la procedura già adottata dalla Giunta D’Agostino. Una cosa però ci differenzia: tutti i tirocinanti sono trattati allo stesso modo e a loro viene assegnato il rimborso spese previsto dalla legge. In un momento tanto difficile sarebbe stato davvero cinico utilizzare giovani disoccupati gratuitamente”.

E aggiunge: “In Provincia abbiamo trovato tirocinanti pagati e altri che non percepivano nulla, fantasmi che però venivano ogni giorno a lavorare. Abbiamo trovato precari storici, ai quali per anni sono state fatte pubbliche promesse, poi rivelatesi false, di stabilizzazione”.

Catarra rivendica, dunque, “con orgoglio il fatto che l’amministrazione, unica in Abruzzo, non abbia interrotto alcun servizio e non abbia messo alla porta nessuno. Dovrebbe vergognarsi chi ha promesso a tutti un posto di lavoro e né io né la mia Giunta, lo abbiamo mai fatto, facendoci carico dei problemi di un centinaio di persone e delle loro famiglie. Me ne devo vergognare? Non credo. Come non mi devo vergognare delle ore di cassa integrazione, anche questa una favola usata spregiudicatamente per attaccare l’unico ente locale che ha investito quattro milioni di euro per i lavoratori e le aziende in difficoltà”.

Secca e puntuale la controreplica di D’Agostino. “Le risposte del presidente Catarra e dell’amministratore unico Cretarola lasciano il tempo che trovano” scrive il capogruppo del Pd in Consiglio Provinciale. “Ci dispiace davvero per Catarra: dovrà chiarire, documenti alla mano, quali uffici della Provincia avrebbero fornito i dati con le sicure imprecisioni, visto che noi abbiamo acquisito già il giorno dopo la seduta consiliare dati che dimostravano palesemente l’infondatezza delle comunicazioni al Consiglio. Dovrà rimangiarsi l’affermazione, del tutto falsa, che era pratica ripetuta trasformare tirocini in altri rapporti lavorativi con l’Ente: questa è invece una pratica introdotta proprio da questa Giunta con le assunzioni nella società Teramo Lavoro”.

Quanto alle dichiarazioni di Cretarola “abbiamo apprezzato la disponibilità al dialogo manifestata in questi mesi, che al tempo stesso non ci impressionano per niente le larvate minacce e che avremo modo, nel Consiglio del 31 maggio, di dibattere i risultati e le attività della società strumentale”.

I dati sono, comunque, chiari secondo D’Agostino. “Le 18 nuove assunzioni sono scritte nella relazione che la stessa società ha rimesso ai Consiglieri provinciali e ci chiediamo se la Provincia non potrà dare continuità, per ragioni di bilancio, a tutti i rapporti di lavoro dopo la scadenza del 30 giugno, come si possono giustificare le nuove assunzioni?”.

E, poi, “è pazzesco mettere sullo stesso piano i precari della Provincia con le nuove assunzioni, effettuate dalla società senza una effettiva procedura selettiva”. Ancora, “che fine hanno fatto i proclami della campagna elettorale di Catarra?”. E, infine, “quali sono i particolari requisiti professionali e le specifiche esigenze di funzionamento dei servizi che hanno condotto all’assunzione del Coordinatore provinciale di Giovane Italia (i giovani del Pdl)? Su un solo punto siamo d’accordo con Venanzio Cretarola: a rispondere su tutto ciò non deve essere Teramo Lavoro, bensì la Giunta Catarra”.