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Elezioni a Cortino, possibili ricorsi. Minosse: “Sono tranquillo”

Uno scontro elettorale duro quello che si è consumato nel piccolo comune di Cortino che ha visto, al termine di una campagna elettorale porta a porta, avere la meglio Gabriele Minosse per una sola scheda in più rispetto all’avversario Marco Tiberii. Ma anche un chiaro segnale politico visto il ruolo di segretario provinciale del Pd del neorieletto sindaco, che ha dovuto vedersela con l’ombra di Giancarlo Di Lucanardo, anche lui con una decina d’anni di esperienza da primo cittadino di Cortino alle spalle, ex Pd e attualmente vicino alla figura di Dodo Di Sabatino, che ha contribuito in maniera determinante alla campagna elettorale di Tiberii.

E dopo lo sfogo a risultato acquisito (vedi video), torna ad analizzare quanto accaduto Minosse, pronto ad indossare la fascia tricolore per il suo terzo mandato.

“Sapevamo che avremmo avuto delle difficoltà”, conferma il primo cittadino “ma il messaggio positivo che ho potuto avere da queste elezioni è che non tutti credono alle bugie e alle promesse e che alla fine paga una campagna elettorale fatta con serenità e senza screditare nessuno”. E riguardo alla possibilità che il suo avversario possa fare ricorso, dice “sono tranquillo, se verrà richiesto di ricontrollare le schede, lo farò anche io”.

E, pur confermando qualche sgambetto di troppo ricevuto durante la campagna elettorale all’interno dello stesso Partito Democratico, Minosse sottolinea come siano da mantenere ben distinte le elezioni a Cortino e il suo ruolo di segretario provinciale, confermando invece, come ci sia da essere più che soddisfatti per i risultati eccellenti ottenuti nei diversi comuni teramani.

Di parere opposto, invece, Di Lucanardo che sottolinea come, nonostante il piccolo paese di montagna abbia visto sfilare tutti i grandi big del Pd abruzzese,da D’Alfonso a Pepe a Mariani, un gruppo di giovani alla prima esperienza politica, abbia saputo in soli tre mesi realizzare una vera e propria impresa, tenendo testa a Minosse.

“Stiamo valutando se effettuare o meno ricorso”, dice di Lucanardo, “ma il risultato politico è chiaro ovvero la gente ha voglia di rinnovamento e lo ha dimostrato”.

Così come è evidente che da questa tornata elettorale tornano a mischiarsi tutte le carte in tavola a livello provinciale, con inevitabili ripercussioni politiche che, oltre alle cariche amministrative, coinvolgono anche alcune tra le più ambite poltrone delle partecipate. Ruzzo e Team sopra tutte. Ed è a quelle, forse, che in tanti, vincenti e non, mirano.