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Chieti, Tari: la scadenza per chiedere gli sgravi slitta al 9 ottobre

Sindaco e assessore Zappalorto: “Proroga decisa per dare a famiglie e imprese maggiore tempo per aderire e utilizzare tutte le risorse possibili”

Chieti. Ci sarà tempo fino al 9 ottobre per richiedere gli sgravi per le utenze Tari: a disposizione oltre 1.600.000 euro di fondi governativi che se non saranno utilizzati dovranno essere restituiti. L’avviso per richiedere gli sgravi è pubblicato da settimane sul sito comunale, gli uffici hanno iniziato a recepire le domande dal 22 agosto sia via mail che attraverso l’app Smart.Pa e oggi la Giunta ha deciso per la proroga della scadenza fissata al 29 settembre.

Le domande dovranno pervenire entro il 9 ottobre 2022 per l’istruttoria della Società Teateservizi: a mezzo mail all’indirizzo: agevolazionetari2022@teateservizi.it; tramite App “smart.pa” del Comune di Chieti scaricabile da Playstore per Android e da App store per I-Phone (tutorial qui: https://www.youtube.com/watch?v=qdZJi-GlPU8 ).

“Vogliamo che le risorse sostengano le famiglie e le imprese teatine, per questo abbiamo voluto questa proroga, ci preme sostenere la comunità in un momento così difficile – così il sindaco Diego Ferrara e l’assessore all’Ambiente e Transizione ecologica Chiara Zappalorto – In questi giorni stiamo chiedendo a tutti di verificare se rientrano fra le categorie che possono richiedere gli sgravi, unendo le forze di più assessorati interessati, da quello ai Tributi, alle Politiche sociali, dall’Ambiente, al Commercio e Attività produttive e coinvolgendo le associazioni di categoria perché il nostro appello possa essere ancora più capillare. Gli uffici sono a disposizione, sui nostri canali abbiamo messo tutto ciò che serve per stringere i tempi delle richieste, perché possiamo raggiungere le fasce più deboli della nostra città, che hanno già risposto a centinaia e a cui speriamo si aggiungano anche tante imprese e attività produttive medie e piccole, su cui ora si abbatte il peso del caro energia. Per rientrare nella misura, occorre essere o titolari di utenze domestiche e con un ISEE fino a 15.000 euro, oppure per quelle non domestiche, rientrare in una delle categorie aperte durante le restrizioni covid che hanno subito un decremento nell’arco di un singolo mese e non essere ad oggi un’attività in liquidazione. In entrambe le situazioni si tratta di una fetta consistente della città che potrebbe ambire ad avere gran parte delle risorse dedicate e, per questo, da restituire se non utilizzate”.

Cosa prevede la misura.

1. Per le utenze domestiche è prevista: una riduzione tariffaria della quota variabile della TARI per ISEE fino a 15.000 euro da applicare ad una sola utenza domestica per nucleo familiare residente nel Comune di Chieti adibita ad abitazione principale;

2. Per le utenze non domestiche è prevista una riduzione tariffaria della quota variabile da determinarsi a favore di tutti i soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione titolari di partita iva che, alla data di presentazione della domanda di ammissione, svolgono attività economica attraverso la propria sede (domicilio fiscale) oppure un’unità operativa (unità locale) ubicata nel territorio del Comune di Chieti (CH) con i seguenti requisiti:

– essere regolarmente costituiti e iscritte al Registro Imprese o all’Albo della propria categoria oppure sono titolari di partita IVA riferita all’attività di lavoro autonomo svolta e risultino attivi al momento della presentazione della domanda ai sensi del precedente punto;

– rientrare nelle attività rimaste aperte nel periodo emergenza Covid-19 ma con riduzione della propria attività e i propri ricavi in relazione al Covid-19 dandone specifica motivazione;

– non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e non sono soggetti a procedure di fallimento o di concordato preventivo alla data di presentazione della domanda;

– non possedere redditi superiori a 10 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019, e di aver subito una riduzione del fatturato medio mensile e dei corrispettivi del periodo d’imposta 2021 di almeno il 27 per cento rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del periodo d’imposta 2019.