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Chieti, ordine del giorno sui futuri rapporti con l’Università

Chieti. Il consigliere comunale, Emiliano Vitale, si è fatto promotore della richiesta di una seduta straordinaria del Consiglio Comunale su un ordine del giorno avente ad oggetto “Quale futuro nel rapporto fra la città di Chieti e l’Università “G. d’Annunzio”.

Al Consiglio straordinario, che si terrà lunedì 22 luglio 2013 alle ore 10.00, parteciperà il  magnifico rettore dell’Università Chieti-Pescara, Carmine Di Ilio.

“Il Campus universitario – spiega il consigliere Vitale – riveste un’importante fonte di economia indotta per la città di Chieti ma  ha perso, a mio parere, un contatto diretto con tutto il territorio comunale in quanto si è accentrato esclusivamente nella parte bassa della città. Il Consiglio Comunale straordinario intende affrontare tale problematica insieme al rettore Di Ilio, che ringrazio per aver accettato l’invito del presidente del Consiglio Comunale a discutere su quali azioni sinergiche potranno mettere in campo Comune ed Università per riallacciare un rapporto stretto con l’Ateneo che abbia positivi effetti per l’economia ed agevoli l’immensa attività che l’Università promuove in materia di trasferimento tecnologico e sviluppo degli ambienti innovativi per la formazione e l’addestramento professionale. Se è vero, come è vero, che l’Università nasce negli anni ’60 grazie anche all’amministrazione comunale dell’epoca, è anche vero che, nel tempo, la sua presenza strutturata nella città è venuta meno anche a causa della poca attenzione dimostrata dalle amministrazioni succedutesi le quali  non hanno retto il passo della continua espansione dell’Università stessa, scegliendo, forse anche per questo, di accentrare tutte le attività in un Campus. Va, inoltre, tenuto conto che, in virtù delle recenti riforme, gli Enti locali non hanno più rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo. Oramai il Campus universitario ha una ben precisa identità urbanistica ed organizzativa ma ciò non toglie che, se un’amministrazione come quella guidata dal sindaco Di Primio si mette a disposizione per ricreare strutture e servizi adeguati alle moderne esigenze dell’ateneo, possano nascere nuove sinergie per una città universitaria a tutti gli effetti. Una presenza dell’Università, in vario modo, su tutto il territorio comunale, comporterebbe anche un diverso orientamento riguardante l’adozione degli strumenti urbanistici. Uno su tutti il Prg che dovrebbe tenere in considerazione le esigenze e le potenzialità di una realtà universitaria dando anche indirizzi ad hoc come la riqualificazione dei contenitori vuoti di pregio storico-artistico sulla quale questa amministrazione ha posto in essere progetti ben precisi ma che meglio potrebbero concretizzarsi con il necessario apporto dell’Università. Uno studio di analisi su tali contenitori era già stato avviato dalla precedente amministrazione e dovrà essere un altro dato su cui ragionare in rapporto alle volontà future dell’Ateneo. Auspico che questo Consiglio rappresenti un punto di partenza per istaurare un nuovo, fattivo rapporto con l’Università finalizzato a spalmare gli effetti benefici di questa importante presenza in favore dell’intera collettività”.

Così il consigliere di Scelta civica per l’Italia, Alessandro Giardinelli: “L’invito al rettore dell’Università a partecipare ad un Consiglio Comunale straordinario  risiede nelle intenzioni della maggioranza di voler aprire  un rapporto tra Comune ed Università che oggi è assente. Questo sottolinea come in questi tre anni di legislatura l’amministrazione Di Primio non ha saputo instaurare un rapporto economico/culturale con l’Ente Università, che resta motore fondamentale per lo sviluppo del nostro territorio. Tale rapporto, mai nato, si è fermato quando la riforma Gelmini ordinò l’esclusione degli enti locali dal Cda delle università; in seguito l’amministrazione Di Primio non ha avuto la capacità di operare una politica che mirasse a trovare uno spazio di collaborazione con l’Università. Il fallimento della politica di collaborazione con l’Università è stato sia determinato da un’incapacità diplomatica di rapportarsi tra Enti sia dal fallimento di un programma elettorale di governo in cui era stato promesso molto per l’Università ma ad oggi non si è realizzato niente. Infatti il sindaco Di Primio aveva immaginato diverse azioni di collaborazione evidentemente naufragate: la realizzazione del nuovo Piano Regolatore Generale di Chieti da parte della Facoltà di Architettura, ma non ne abbiamo notizia; la nomina del preside Bonetta nel CdA del Teatro Marrucino, che si è conclusa con le dimissioni del Prof. Bonetta in aperto contrasto con la politica esercitata dall’amministrazione comunale all’interno del teatro; la stesura di progetti che dovevano vedere promotore il comune e partner principale l’Università (tipo la progettazione delle case dello studente in centro storico), ma i progetti per gli studentati sono stati affidati ad un Projet Financing tra l’altro molto discusso in quanto la ditta proponente ha presentato fideiussioni irregolari e ad oggi non sappiamo se tali irregolarità sono state sanate; il completamento del campus oltre via dei Vestini, che non c’è stato; il collegamento veloce tra Chieti alta ed il polo ospedaliero/universitario, che si è deciso di non fare più; i nuovi parcheggi nei pressi del Clinicizzato a servizio anche della D’Annunzio, di cui non vi è traccia. E’ evidente che se l’Università è rimasta ai margini del processo di sviluppo della nostra città è perché ci sono delle colpe da cercare all’interno dell’amministrazione comunale e che un Consiglio Comunale Straordinario non può cancellare d’incanto”.