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Pescara, Ponte Nuovo più alto e più caro: il secondo progetto costa 4 milioni in più

Pescara. Cantiere entro l’autunno prossimo per il Ponte Nuovo, il quarto attraversamento carrabile sul fiume all’interno dei confini cittadini. L’annuncio, di oggi, è del sindaco Albore Mascia. Ma il Pd contesta subito: “Gara bis che costa 4 milioni in più”.

E’ senza dubbio l’infrastruttura cittadina più importante che il sindaco Albore Mascia potrebbe portare a realizzazione durante il suo mandato. Potrebbe, si è detto, perché il Ponte Nuovo ha già visto il suo iter interrompersi una volta. Ma il primo cittadino questa mattina ha annunciato (nuovamente) che entro il prossimo autunno partirà il cantiere per il quarto attraversamento carrabile sul fiume Pescara.

Il Ponte Nuovo. Come progettato dal professor Enzo Siviero, la struttura carrabile e pedonale verrà realizzata a monte del Ponte D’Annunzio e collegherà direttamente via Lago di Campotosto con via Gran Sasso. L’asse avrà una lunghezza totale di 86 metri e si estenderà su due campate separate di 13 metri ciascuna: una larghezza totale di 30 metri che comprenderanno due carreggiate composte da: uno spartitraffico interno protetto da un guardrail largo 4 metri e mezzo, una doppia corsia per ogni senso di marcia larga 3,25metri, una banchina esterna larga un metro, e banchine interne di mezzo metro di larghezza. Ai pedoni e ciclisti, inoltre, saranno riservati percorsi ai lati del ponte larghi 2,80 metri, separati dalla sede stradale tramite un guard rail. Il profilo ricorderà molto quello del Ponte del mare: anche questo ponte, sarà strallato, con un’antenna di forma bipartita alta 52 metri, alla quale saranno collegate le 10 funi di sostegno dell’impalcato. L’antenna (che sino all’altezza di 15 metri è in cemento armato, mentre per il resto verrà realizzata in acciaio) verrà collocata a nord, sulla sponda del fiume opposta all’asse attrezzato, al centro di una delle due rotatorie che raccorderanno il ponte che la viabilità esistente. E sempre in corrispondenza dell’antenna è previsto l’inserimento di un campo fotovoltaico, con 62 pannelli, per assicurare autonomia energetica alla struttura

Seconda gara: i costi aumentano. Un colosso da 13 milioni 100mila euro complessivi, che ha già attirato le polemiche dell’opposizione. Venerdì scorso è stato infatti pubblicato il bando d’appalto europeo integrato, quindi l’impresa che si aggiudicherà l’intervento avrà 90 giorni per redigere il progetto esecutivo di dettaglio e 480 giorni per realizzare i lavori: in tutto 19 mesi da oggi. Ma questa è la seconda procedura d’appalto istituita per lo stesso ponte: l’opera, che ha attraversato i desideri di diverse amministrazioni, “era già stata progettata e finanziata dell’amministrazione D’Alfonso”, rivendica oggi il Pd. “Infatti”, pungolano i consiglieri comunali Del Vecchio e Fusilli, “a giugno 2011 il sindaco Mascia annunciava l’imminente posa della prima pietra, salvo poi interrompere la procedura di gara per un ricorso al Tar che ne aveva sospeso la procedura”. La gara d’appalto, infatti, fu bruscamente interrotta da una sentenza del 7 luglio 2011 che ha annullato la delibera originaria nelle sue procedure espropriative. “Contro quel pronunciamento”, ha ricordato oggi Mascia, “la nostra amministrazione ha ovviamente anche presentato ricorso al Consiglio di Stato che peraltro il 17 gennaio scorso ha anche sospeso l’esecutività della sentenza del Tar in attesa di decidere nel merito”. A mettere i bastoni fra le ruote al comune c’era la società Generalmarmi Sas, proprietaria di gran parte delle aree interessate dalle opere e dunque da sottoporre a esproprio, che si vedeva l’accesso alla propria azienda bloccato da una rampa del ponte.

Un ponte più alto. Nel frattempo però una prescrizione del Genio Civile ha imposto un intervento suppletivo per mettere in sicurezza gli argini golenali:  il ponte è stato quindi riprogettato, portando l’altezza minima a 6,50 metri in modo da rispettare un margine di sicurezza di un metro nel caso di un’eventuale piena del fiume, e comunque al fine di garantire il passaggio delle imbarcazioni. Un ‘rialzo’ costato 3,6 milioni, finanziati nell’ambito dell’accordo di programma Regione Abruzzo e Ministero dell’Ambiente. Così si è superata anche l’empasse con la Generalmarmi e fatto venir meno l’appello al Consiglio di Stato.  Sono, quindi, ripartiti i relativi espropri e oggi Mascia ha potuto fissare la replica della la prima posa: “L’ennesima passerella mediatica”, la giudicano i Democratici, “per annunciare la riedizione degli stessi atti della gara del 2011”. “Inspiegabilmente”, incalzano Del Vecchio e Fusilli, “Mascia ha annullato la precedente gara già avviata, così oggi si registra un aggravio di spesa di 4 milioni: il 45% in più per un’opera programmata già due anni fa”, concludono i consiglieri Pd.

I nuovi collegamenti. Innegabile, però, la funzionalità strategica del Ponte Nuovo: “Un’infrastruttura”, ha ancora sottolineato il sindaco Albore Mascia, “di cui Pescara ha assolutamente bisogno per decentrare la viabilità e, al tempo stesso, dare vitalità alla zona ovest”. Su quella, infatti, insiste il Piano Particolareggiato 7, con il Piano urbanistico di valenza metropolitana Fontanelle-Sambuceto, e con altre opere strutturali di impatto enorme, come il completamento del raddoppio del ponte di Villa Fabio con la realizzazione delle quattro nuove rampe di collegamento con l’asse attrezzato. Vitale anche per collegare le aree dell’ospedale con quelle del tribunale e del centro con Porta Nuova, che snellirà i collegamenti nord-sud che attualmente congestionano il Ponte Risorgimento e il ponte D’Annunzio. E sempre attraverso il ponte, da ovest e da sud, si entrerà nelle aree di risulta per parcheggiare e fare shopping senza passare da corso Vittorio Emanuele.

I finanziamenti. Il costo complessivo dell’opera ammonta a 13milioni 100mila euro complessivi, di cui 5milioni fondi Anas, 3milioni 367mila euro di fondi Por-Fesr, 633mila euro di fondi privati derivanti al comune dall’accordo di programma Fater. A queste, che erano le fonti di finanziamento originarie, si sono aggiunti 191mila 316 euro di fondi comunali derivanti da accordo di programma Fater, 133mila euro da fondi Comunitari convogliati nel bilancio comunale, 2milioni 50mila euro derivanti dal ristoro per il passaggio dell’elettrodotto di Terna, ancora 1milione 500mila euro di fondi Fesr e, infine, 225mila 684 euro tramite l’accensione di un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti.