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L’Aquila, FdI-AN: ‘Provinciale 86 Gran Sasso ancora chiusa, è scandoloso’

L’Aquila. “È scandaloso che da più di due mesi una delle più belle strade che conducono sul Gran Sasso sia ancora chiusa per inerzia amministrativa e pastoie burocratiche, piuttosto che per la forza distruttrice della natura”.

È il giudizio senza appello che il portavoce comunale dell’Aquila di Fratelli d’Italia-Alleanza NAazionale, Michele Malafoglia, fornisce sulla vicenda della chiusura della Sp86 del Gran Sasso, bloccata dal gennaio scorso dai tronchi e i detriti portati a valle da una spaventosa slavina che, di fatto, ne impediscono il transito ai mezzi.

“Qualche settimana fa la Regione ha presentato in pompa magna l’arrivo dei tour operator tedeschi in Abruzzo e nei nostri territori – aggiunge Malafoglia – scommettiamo, anzi lo speriamo, che questo la vista di questo scempio, verrà loro risparmiata”.

Secondo alcune interpretazioni legislative giunte dalla Provincia i materiali portati a valle sarebbero da considerare come rifiuto urbano “ma come dice chiaramente l’articolo 183 (comma 1 lettera n) del decreto legislativo 152 del 2006: Non costituiscono attività di gestione dei rifiuti le operazioni di prelievo, raggruppamento, cernita e deposito preliminari alla raccolta di materiali o sostanze naturali derivanti da eventi atmosferici o meteorici, ivi incluse mareggiate e piene, anche ove frammisti ad altri materiali di origine antropica effettuate, nel tempo tecnico strettamente necessario, presso il medesimo sito nel quale detti eventi li hanno depositati” spiega Malafoglia.

“Insomma, se si fosse voluto si sarebbe potuto rimuovere da tempo i tronchi e gli alberi che ostruiscono il passaggio di una strada che collega direttamente Campotosto al Gran Sasso – aggiunge l’esponente di Fdi-An – A questo si aggiunga il fatto che anche la strada che conduce al Santuario della Ienca è chiusa da una sbarra.

Gli operatori turistici della zona sono in ginocchio e anche quelle poche prenotazioni che pure erano arrivate sono state disdette”.

“Non c’è più tempo da perdere: Provincia, che la competenza sulla strada, e Comune, che deve regolare la viabilità sul suo territorio, si devono attivare immediatamente per rimediare ai loro ritardi e liberare una strada che è tra le più amate da turisti, ciclisti e motociclisti” conclude Malafoglia.