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Pescara, nuovo rischio pedaggio asse attrezzato. Del Vecchio scrive a Chiodi

 

Pescara. Il raccordo autostradale Chieti-Pescara, il cosiddetto Asse Attrezzato, torna al centro delle polemiche. Dopo un estate passata tra rischio pedaggio, aumenti tariffari autostradali inseriti e poi annullati, il Senato ieri ha approvato il decreto legge che prevede, in sostanza, una conversione dei tratti come quello in questioni in tratti autostradali a pagamento. Interviente, allora, Enzo Del Vecchio, consigliere comunale Pd, che invia al presidente della Regione Chiodi una lettera aperta contro la tassa iniqua a tre mesi da quella già inviata allo stesso indirizzo, nella quale invitava “ad una attenta riflessione sulle conseguenze negative che quel provvedimento poteva produrre ai nostri territori.”

Quelli erano giorni che Del Vecchio definiva di “piena bagarre amministrativa-governativa finalizzata a prosciugare ulteriormente le tasche dei cittadini con l’iniqua tassa sui raccordi autostradali”. Questi, invece, sono giorni di altre bagarre per la Regione, ma il Raccordo Autostradale è sempre quello, con le stesse caratteristiche che lo differenziano da altri RA, come spiega Del Vecchio: “pur essendo stato previsto come collegamento diretto tra l’autostrada A25 ed il territorio urbano delle provincie di Chieti e Pescara, la costante e continua trasformazione di questo territorio lo ha, di fatto, rubricato ad asse stradale di tipo regionale tale da consentire alla maggioranza della sua utenza un utilizzo per spostamenti lavorativi e commerciali, nelle tantissime tratte intermedie, ed in misura minore come accesso all’autostrada”. Caratteristiche che lo farebbero escludere dall’introduzione del pedaggio, come previsto dalla manovra di Tremonti. Storia nota, insomma.

Arriviamo a oggi, anzi a ieri; il Senato della Repubblica ha approvato con 133 voti favorevoli e 104 contrari il decreto legge in materia di trasporti che rinvia al 30 aprile 2011 l’introduzione dei nuovi pedaggi. “Chissà se tra i favorevoli vi erano anche quei Senatori abruzzesi che avevano assicurato che mai si sarebbe pagata quell’iniqua tassa”, si chiede Del Vecchio. Ma per il consigliere Pd pescarese non finisce qui, e si sforza di ricordare a Chiodi che: “Intanto l’Anas – l’azienda incaricata di succhiare ulteriore sangue ai cittadini, non solo  abruzzesi, per conto del vampiro governativo – ha già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un bando di gara per l’importo di 150 milioni di euro per la realizzazione dei nuovi caselli per il pagamento dei predetti pedaggi”, qualora il presidente della Regione non ne fosse a conoscenza.
Del Vecchio, chiude la missiva con un accorato appello al sangue abruzzese che scorre nelle vene di Chiodi, sperando in una densità del rosso liquido maggiore della riverenza dovuta al nazionale governo amico; e non risparmia metaforiche figure nostrane. Questo l’appello per intero: “Egregio Presidente, è facendo riferimento al suo dire che mi rivolgo al cinghiale che è in Lei affinché assuma una iniziativa: autonoma e nell’interesse dei cittadini abruzzesi che governa. A testa bassa, proprio come un cinghiale, ha voluto fortemente chiamare a svolgere la delicatissima funzione di Vice Commissario alla ricostruzione aquilana, affiancando, ma di fatto esautorando l’altro Vice Commissario, il Sindaco dell’Aquila,  un signore che per i suoi trascorsi non ha raccolto il favore dei cittadini aquilani e per questo chiamandoli ad una mobilitazione che qualcuno di questa Sua maggioranza ha volgarmente ritenuto essere solo l’azione di una parte politica a Lei contrapposta. Ed allora, a testa bassa, proprio come un cinghiale, difenda i cittadini abruzzesi dalle vessazioni di un Governo centrale che, pur di far cassa, non lesina provvedimenti impositivi, peraltro privi di valutazioni di attendibilità sulla realtà territoriale su cui vanno ad incidere ma assunti solo con l’esigenza di colmare le proprie inefficienze”.
Il cinghiale risponderà grugnendo o si darà alla macchia?

Daniele Galli