Teramo, Francesca Chiara Di Timoteo lascia “Insieme Possiamo” ed attacca il sindaco

“Voglio dare il benvenuto alla ‘nuova’ giunta del Comune di Teramo e nello stesso momento voglio esprimere vicinanza agli assessori che non sono stati confermati”. A dirlo la consigliera comunale Francesca Chiara Di Timoteo, che annuncia anche l’uscita da Insieme Possiamo e la rinuncia alla presidenza della Commissione Urbanistica.

“Ringrazio Simone Mistichelli che nonostante la sua prima esperienza amministrativa si è impegnato al massimo e Maria Cristina Marroni che, in possesso di deleghe importanti assegnatele dal sindaco come l’Istruzione e il Personale, ha lavorato ogni giorno a testa bassa raggiungendo ottimi risultati. In merito a questa giunta Lei Sindaco, in definitiva si è schierato da una parte politica appoggiando una vecchia e nuova guerra tra le parti, rinunciando così  al ‘civismo’ di cui Lei e noi ne abbiamo fatto una bandiera vittoriosa e si è fatto spaventare da degli aut aut ordinati da nuovi ed improvvisati leader politici. Lei, a questo punto, mi conferma di essere il Sindaco di una parte di questo territorio piuttosto che dell’intero. Mi spiace dirlo ma con l’azzeramento della  “vecchia” Giunta ha dissacrato una maggioranza esistente con un esecutivo costituito”.

E ancora: “Forse non Le è molto chiaro che il problema, non è mai stato la sua maggioranza che ha sempre avuto, bensì la macchina amministrativa che è li ancora come prima. Lenta e farraginosa che non decide e paralizza le iniziative degli operatori di questo territorio che, al contrario, meriterebbero più rispetto nelle loro giuste e corrette iniziative. Ora ha una giunta di nove assessori, una scelta che abbiamo sempre criticato quando eravamo in opposizione e soprattutto Lei in primis, in Consiglio Comunale con il suo ruolo da Capogruppo. Si ricorda cosa abbiamo detto in quell’occasione? Ad oggi posso affermare che Lei ha una doppia visione e personalità politica che è proprio l’emblema di quella che i cittadini di Teramo non vogliono più sentire. Pensavo, ma mi sbagliavo, o meglio ci siamo sbagliati in tanti, che Lei rappresentasse il nuovo, il cambiamento. Al contrario ha personificato una grande delusione. Forse di nuovo c’è solo questa e qualche poltrona in più”.

E conclude: “Le motivazioni suddette, in aggiunta a quelle che ho espresso pubblicamente qualche giorno fa,  mi inducono ad affermare che il gruppo civico “Insieme Possiamo” non rappresenta più per la sottoscritta luogo di appartenenza politica non ritrovando in esso le motivazioni iniziali della sua nascita, pertanto dichiaro di uscire dal gruppo e di trovare collocazione in quello misto. Rinuncio contestualmente alla Presidenza della II Commissione “Urbanistica e Pianificazione, Lavori Pubblici, Traffico e Trasporti”. Colgo l’occasione per ringraziare l’ufficio tecnico che nonostante le mille difficoltà, è stato nei miei confronti molto collaborativo raggiungendo ottimi risultati come l’approvazione del progetto definitivo del Teatro Romano e la rimodulazione del contratto del quartiere Cona”.

L’ormai ex consigliera di Insieme Possiamo, è stata tra l’altro oggetto di un pubblico attacco dal suo stesso gruppo politico su Facebook, con commenti poi rimossi.

Sottolineature al sindaco arrivano anche dal deputato di Italia Viva, Camillo D’Alessandro: “Visto che il sindaco ha definito la nuova giunta come addirittura un esempio unico da laboratorio nazionale, vorrei chiedergli pubblicamente: alla conclusione del mandato lui si ricandiderà? Basta un sì o un no. Senza giri di parole. Perché non vorrei che Teramo sia stata utilizzata per spartizioni politiche future visto che il mandato del sindaco si conclude un anno prima delle regionali. Insomma si farà giudicare dopo il laboratorio politico? Darà continuità in prima persona? Sì o no davanti a i teramani oggi che hanno diritto di sapere e giudicare domande. D’Alberto è persona seria, risponda. Del resto sarebbe singolare che il sindaco non rispondesse con chiarezza, chi compie una operazione del genere come minimo si fa giudicare a conclusione del mandato. Neanche il sindaco di Teramo riuscirà a farci litigare con il PD, quanto accaduto è un indizio, ma più indizi faranno una prova. Se il PD vuole essere guida  cosa assolutamente legittima, deve farsi carico di tutto, altrimenti non sei guida. Il PD derubricando la questione Teramo a vicenda locale fa torto priorio al sindaco che l’ha definita laboratorio nazionale. È questione locale o laboratorio nazionale? Con il PD siamo accomunati dallo stesso impegno per mandare a casa il malgoverno regionale. Per esempio sarebbe utile ricordare gli imponenti finanziamenti arrivati dalla Giunta regionale precedente, mai prima di allora , nenache quando Di Dalmazio era assessore. Mai valorizzati da D’Alberto. Dalla risposta del sindaco dipenderanno molte nostre riflessioni, anche perché mentre ci cacciano in un capoluogo contemporaneamente ci chiedono di allearci in un altro, a Chieti. Io lavoro per l’unità ma è quanto meno paradossale”.