Teramo, scontro Lancione-Corona in consiglio. La minoranza: “Consigliere offeso nel silenzio”

Teramo. Sarebbe il regolamento di polizia mortuaria e servizi cimiteriali, all’ordine del giorno nel consiglio comunale odierno, il punto sul quale si è acceso un botta e risposta tra i consiglieri Luca Corona e Lanfranco Lancione che non è passato inosservato.

“Non si possono dimenticare atteggiamenti incresciosi del Consigliere teramano di maggioranza Lanfranco Lancione nel corso di questi anni, quali il gesto del pugno chiuso nel giorno della proclamazione dell’attuale amministrazione o il post dello stesso relativo all’orrore delle Foibe nel quale il Consigliere offese i martiri di quello sterminio e la verità storica. È sempre lui, in Consiglio Comunale a Teramo, a minacciare pesantemente un collega e a utilizzare bestemmie per esprimere il suo disappunto. Non ultimo questa mattina il Consigliere Lancione, per manifestare la sua contrarietà ad una legittima richiesta del Consigliere Luca Corona, ha dimenticato (o mai conosciuta) l’arte della dialettica per mimare una risposta farcita di epiteti sconci. A Corona è stato dato del pazzo e paragonato il suo cervello a quello di una gallina!”, commenta Francesca Persia, Coordinatrice Provinciale Azzurro Donna. “Dover ricorrere a un eloquio scurrile e a una gestualità triviale significa non essere in grado di sostenere le proprie posizioni in contesti che richiedono invece il sacrosanto rispetto della Costituzione. A sconvolgere, oltre a tali inopportuni comportamenti, è stata la mancanza di richiamo all’ordine in un luogo che rappresenta il cuore delle istituzioni cittadine. E allora converrebbe tacere o andarsene”.

A prendere le parti del consigliere Corona è anche la lista Oltre.  “Apprendiamo pertanto con rammarico la notizia di quanto accaduto questa mattina in Consiglio Comunale a Teramo. Possedere un’efficace “vis oratoria” non significa certo offendere pesantemente e “dimostrare” a gesti la contrarietà ad una obiezione legittima del nostro Consigliere Luca Corona. Tanto è avvenuto da pare del consigliere Lancione che, con un atteggiamento tanto superficiale quanto inappropriato al contesto istituzionale dove tali fatti si sono svolti, ha pensato di manifestare il suo disappunto offendendo pubblicamente il Consigliere Corona. Cosa dovrebbe pensare il comune cittadino che dovrebbe vedere nella classe politica e dirigente un modello di comportamento al quale adeguarsi? Forse siamo degli illusi. Ma vogliamo continuare a credere che la politica sia ancora un’arte e un “darsi” a servizio dei cittadini e del territorio. E vogliamo continuare a considerare il benessere e la qualità della vita del cittadino le finalità della politica e del del nostro modo di fare politica, quello che il nostro Consigliere Luca Corona egregiamente rappresenta nell’assise comunale. Tutto questo, senza considerare il “silenzio istituzionale” che per l’ennesima volta rimbomba in Consiglio da Parte del Primo Cittadino. Se questo è il cambiamento…”.

“Le polemiche di basso cabotaggio messe in campo dalle opposizioni in queste ore stanno assumendo sempre più l’amaro sapore del vuoto di idee”, intervengono così i capigruppo di maggioranza. “Il tentativo, abbastanza chiaro peraltro, è proprio quello di voler far passare un messaggio ingannevole attraverso il quale si vuole far credere all’opinione pubblica che il consiglio comunale di oggi abbia prodotto esclusivamente diverbi e discussioni. Oggi è stato approvato il regolamento per la denominazione comunale di origine, primo caso nel panorama regionale, che pone Teramo nella condizione di sviluppare una seria politica di tutela del proprio patrimonio artigianale, agricolo ed enogastronomico. Si è, poi, approvato il nuovo regolamento di polizia mortuaria; un atto lungamente atteso che mira a disciplinare le situazioni in cui le persone sono emotivamente più fragili a causa di un lutto. Oggi, quindi, si è parlato di soluzioni, di risposte, di iniziative a volte rimaste per troppo tempo incompiute e derubricare l’operato svolto a polemica da bar sport non rende giustizia a questa amministrazione e, tantomeno, ad un consesso istituzionale quale è un’assise civica. Dalle opposizioni ci aspettiamo, come peraltro è avvenuto, collaborazione e stimolo e non una squallida discussione sui termini da usare perché, sebbene il rispetto trovi misura nella forma, è altrettanto vero che la sostanza dovrebbe qualificare il luogo in cui ci si siede, e troppo spesso questo luogo non è adeguatamente rispettato da chi lo vive solo per fare sterile polemica”.