Sant’Egidio, il Comune non rilascia le carte d’identità. Opposizione attacca: amministrazione allo sbando

Sant’Egidio alla Vibrata. Da quasi tre settimane, al Comune di Sant’Egidio alla Vibrata, non si rilasciano carte d’identità.

 

Mentre in alcune municipalità si mettono a punto le pratiche per il rilascio delle carte d’identità elettroniche, a Sant’Egidio alla Vibrata da diversi giorni i cittadini non riescono ad ottenere nemmeno quella cartacea.

Il problema, che sembra legato alla mancanza di moduli necessari per il rilascio del documento di identità. è stato reso noto dai due capigruppo di minoranza in consiglio comunale, Gabriele Di Bonaventura (Laboratorio Democratico) ed Elicio Romandini (Noi con Voi).

 

” Si tratta di un fatto di una gravità inaudita”, scrivono in una nota i due consiglieri comunali, “soprattutto per i disagi causati ai cittadini che da alcune settimane non sono in grado di ottenere il rilascio della carta di identità.

 

Cos’altro dire: siamo in un paese allo sbando totale e, questo ultimo imbarazzante episodio altro non è

che la conferma di quanto risulti distante l’azione politica e amministrativa del Sindaco e della sua giunta

rispetto alle esigenze dei cittadini.

A fronte di questa grave negligenza e alle nefaste conseguenze causate ai cittadini che si sono visti privare, ritardare un diritto fondamentale per le proprie e altrui necessità, ci riserviamo di sollecitare un intervento del Prefetto”.

La questione delle carte d’identità, però, offre lo spunto per affondare il colpo su una serie di aspetti legati alle attività amministrative, sulle quali le minoranze tornano a chiedere risposte.

 

” Dalla scuole chiuse”, prosegue la nota, ” dall’edficio comunale abbonadonato con evidente perdita di attrattività per il centro presente e con danni per le poche attività ancora presenti. Dal Carnevale, dalla Fiera di Natale soppressa, alla plaestra e al bocciodromo inagibili”. Insomma l’elenco fornito dalle minoranze è abbastanza corposo.

 

“Auspichiamo che gli amministratori, almeno quelli che mostrano in privato”, dicono ancora Romandini e Di Bonaventura, “evidenti di segni di insofferenza ed imbarazzo rispetto all’indifferenza e incapacità di risolvere problemi vecchi e nuovi, trovino la forza e la dignità, come ha dimostrato l’assessore Meco, di separare le proprie responsabilità,

da quelle di chi ha ridotto il paese in uno stato di assoluto abbandono. Noi non vogliamo arrenderci, dobbiamo impegnarci per contribuire al rafforzamento di un’opinione pubblica informata, di una cittadinanza matura e mobilitare tutta la società civile che vuole costruire una Sant’Egidio migliore, più inclusiva, solidale e giusta; riscoprire insieme il vero significato di “Bene Comune” per ridare una speranza nuova al nostro paese”.