Roseto, interrogazione parlamentare per salvare la filiale Tercas di Campo a Mare

Roseto. Una interrogazione parlamentare sul piano industriale, in particolare sulla chiusura della filiale Tercas di Campo a Mare, è stata depositata ieri dal deputato di Italia Viva Camillo D’Alessandro su impulso di Tommaso Ginoble che ha fatto sue le istanze di una intera frazione e dei lavoratori dello sportello di Roseto che vanta 30milioni di raccolta e 1400 conti correnti.

Ginoble, dopo l’allarme lanciato dal consigliere Nicola Di Marco, ha attivato il percorso istituzionale utile a scongiurare la soppressione dello sportello grazie alla battaglia parlamentare del deputato di Italia Viva che proprio ieri ha messo nero su bianco le sue preoccupazioni in una lettera indirizzata al presidente del Cda della Banca Popolare di Bari, Giovanni De Gennaro.

Una lettera in cui ha manifestato le perplessità sulla scelta di tagliare una sede che mortifica le legittime aspettative di presenza di una cittadina molto fidelizzata a quella che era la “banca del territorio”.

“Ebbeno oggi – dichiara Tommaso Ginoble, – stiamo perdendo proprio quel tratto di territorialità di una banca nata dalle migliori energie che in passato aveva messo in campo l’Abruzzo e la comunità teramana. Desta infatti non poche preoccupazioni la circostanza che non ci sia nemmeno un abruzzese nel Cda della banca, e il timore che gli attuali componenti siano prevalentemente pugliesi, trovano riscontro anche nelle scelte di un piano industriale che, con la chiusura di una sede gioiello come quella di Campo a Mare, evidenzia tutta la sperequazione tra Puglia e Abruzzo, come tra centro e periferie. Noi questo non vogliamo permetterlo. Oggi stesso trasmetterò all’intero Consiglio il carteggio sull’iniziativa parlamentare di Italia Viva grazie a Camillo D’Alessandro affinché da Roseto parta una battaglia che non è solo per Campo a Mare, ma è in difesa di tutti i piccoli Comuni e i piccoli centri che attraverso i tagli ragionieristici di questo piano rischiano di perdere servizi, economie e popolazione dopo gli shock demografici che il nostro Abruzzo ha già subito con due terremoti. I centri vivono ed esistono anche grazie alle periferie. Campo a Mare diventerà una battaglia di resistenza delle periferie. Invito tutti i sindaci dei piccoli Comuni a unirsi in questa corale iniziativa per dare forza e gambe alla salvaguardia dei nostri sportelli in modo che tornino a essere davvero “banca del territorio”. Noi di Italia Viva a quello spirito crediamo ancora, tanto da portarlo in Parlamento”.