Popolare di Bari, l’analisi della lista civica Oltre: “Teramo umiliata”

Teramo. “Desta sconcerto e rabbia la composizione del CDA della Banca Popolare di Bari, scelto dal Ministero dell’Economia, attraverso il Medio Credito Centrale, che possiede il 96,8% delle azioni della Banca che ormai può considerarsi interamente pubblica”, scrive in una nota la lista civica Oltre.

“Niente da dire sulla figura del presidente, nella persona del Dottor De Gennaro, figura di indiscutibile autorevolezza, ma il resto delle nomine, CDA e revisori, sembra frutto di una spartizione politica vera e propria tra PD e M5S gestita dal presidente Conte, dal presidente Emiliano e del Ministro Boccia. Cosa però ancora più grave è la totale provenienza pugliese della nuova governance. Come è tristemente noto, infatti, si tratta della banca che ha inglobato, inopinatamente, la Tercas e che vede ancora oggi tra le sue fila numerosi dipendenti teramani e che gestisce molti conti e risparmi di cittadini e imprese della nostra Provincia”.

E ancora: “Sarebbe interessante capire cosa hanno fatto i parlamentari abruzzesi di M5S e PD per difendere gli interessi del nostro territorio, in particolare il Senatore D’Alfonso, presidente della commissione Finanze e componente della commissione d’inchiesta sulle banche. In occasione della nomina a Presidente di commissione, D’Alfonso ebbe a dire che sarebbe stato il politico più influente della storia della politica abruzzese; come ha esercitato la sua influenza in questo delicato passaggio? Probabilmente ha dovuto subire la maggiore autorevolezza dei pugliesi all’interno del suo partito? Certo è che Teramo esce ancora una volta umiliata”, conclude la lista Oltre. “Cosa ne pensa il Sindaco D’Alberto? Noi crediamo che debba alzare la voce all’interno del suo partito ed anche nelle sedi istituzionali. Lo farà? Per adesso non sembra interessato alla vicenda”.

Futuro In: “Teramo per il governo PD/Movimento 5 Stelle non conta nulla”.
“E’ incredibile e scandaloso quello che è accaduto alla nostra amata Tercas, dapprima regalata alla Popolare di Bari ed ora, con il nuovo consiglio di amministrazione, totalmente morta e sepolta: rimarranno solo gli sportelli a Teramo e provincia, senza alcuna presenza o possibilità di interlocuzione nel e con il consiglio di amministrazione. Così ha deciso il Mediocredito Centrale su indirizzo del Ministero dell’economia, e cioè del governo giallorosso. Teramo umiliata e spogliata, i risparmi di generazioni di teramani finiti in una Banca ora solo ed esclusivamente pugliese”, commenta Giovannibattista Quintiliani, coordinatore di Futuro In Teramo.

“Chiediamo al Sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, che evidentemente era in altre faccende affaccendato, di intervenire immediatamente in rappresentanza della città e ci chiediamo di cosa abbia parlato con il Premier Conte in occasione della sua ultima passerella a Teramo. Per supportarlo, in questa doverosa iniziativa, che siamo certi vorrà assumere, anche se ciò lo porterà a dover agire contro il governo del suo stesso colore politico, formalizzeremo nelle prossime ore una richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale straordinario insieme alle altre forze di opposizione al Comune di Teramo. E’ tempo che nella massima assise comunale si torni a parlare di cose serie, di economia e interessi veri della città. Basta con chiacchiere, papere e pupazzetti, che fanno colore, ma che non rallentano un declino che sembra ormai inarrestabile ed al quale, oggi, il governo targato PD e Movimento 5 Stelle ha dato un contributo molto rilevante”