Teramo, D’Alberto: “Ospedale Mazzini inadeguato per una sanità di alto profilo”

Prima riunione, questa mattina, del Comitato ristretto dei sindaci dopo l’emergenza Covid19 (Gianguido D’Alberto – Sindaco di Teramo; Antonietta Casciotti – Sindaco di Alba Adriatica; Piergiorgio Ferretti – Sindaco di Atri; Rinaldo Seca – Sindaco di Castelli; Andrea Luzii – Sindaco di Sant’Omero).

Dalla riunione è sostanzialmente emersa la richiesta perentoria e circostanziata di reclamare dalla Regione Abruzzo la stessa attenzione che viene già destinata ad altre realtà territoriali sanitarie.

Alla seduta del Comitato ristretto odierna, hanno partecipato i rappresentanti sindacali degli infermieri e dei medici: i rappresentanti degli infermieri hanno in sostanza lamentato l’atavica mancanza di personale ed hanno sottolineato come, sebbene ripetutamente investita della problematica e nonostante l’emergenza abbia drammaticamente messo in evidenza la questione, dalla Regione ancora non pervenga alcuna risposta in proposito, conferma questa della penalizzazione che della Asl di Teramo.

I sindacati che rappresentano i medici, hanno anch’essi ribadito il rischio di costante penalizzazione cui la ASL teramana è sottoposta ed hanno sottolineato la necessità di esigere una riorganizzazione della rete ospedaliera, con risorse adeguate a fronte di quelle ad oggi perse o utilizzate in maniera inappropriata. 

Inevitabile, quindi, il confronto sul nuovo ospedale. Per tutti, la nuova struttura sanitaria pubblica dovrà essere concepita come nosocomio dell’intera provincia; per questo, in particolare per D’Alberto “è necessario che si prosegua nel confronto e nella discussione, con la partecipazione qualificata dei medici. Un confronto da intensificare, da cui devono ora essere sottratte le indicazioni generiche sulla mera ubicazione e invece accentuati gli aspetti che indirizzano al miglioramento della qualità sanitaria, avendo come obiettivo prioritario e irrinunciabile la realizzazione di un ospedale di II livello ed arrivare ad una proposta matura da presentare alla Regione”.

Dal confronto, poi, sempre secondo D’Alberto, non può essere esclusa l’analisi relativa alla ristrutturazione dell’esistente, “che evidentemente è inadeguato per un profilo tecnologico e sanitario di alto profilo” ma, per il sindaco, “non possono esserci vuoti urbani”.

Infine, il Comitato si è prodotto in una prima analisi del bilancio della ASL; anche in questo caso rivendica, con l’evidenza dei riscontri economici, la necessità di un riequilibrio a favore della azienda teramana, rispetto a tutte le altre Asl, che nei risultati è invece la più virtuosa.