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Roseto, polizia municipale nel caos e senza ‘vice’

Ultimo Aggiornamento: domenica, 14 Gennaio 2018 @ 20:10

Roseto. I Capigruppo Enio Pavone di “Avanti X Roseto”, Nicola Di Marco di “Liberalsocialisti-Insieme per Roseto” e Alessandro Recchiuti di “Futuro In” hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta e orale avente per oggetto la Polizia Municipale rosetana ed il mancato affidamento del ruolo di Vice-Responsabile della stessa.

Al momento non risulta individuato un Vice-Responsabile del comando di Polizia Municipale, e pertanto non risultano assegnate le funzioni in caso di assenza o impedimento del Comandante, considerato che è necessario, dal punto di vista amministrativo e per la correttezza degli atti e dei provvedimenti emanati, individuare ed assegnare le funzioni con poteri di firma ad un componente della stessa in caso di assenza o impedimento della figura apicale.

Gli esponenti di centrodestra vorrebbero che il sindaco, Sabatino Di Girolamo chiarisse alcuni dubbi. Pavone, Di Marco e Recchiuti chiedono se il comandante, Tarcisio Cava, sia in servizio e chi, in sua assenza, lo sostituisce. Preoccupa anche il futuro del distaccamento della Polizia Municipale in Piazza della Libertà e la  mancata applicazione del contratto di esternalizzazione delle sanzioni amministrative del codice della strada, relativamente ad esempio alla gestione dei ricorsi amministrativi al Prefetto ed al Giudice di pace che risulta vengono ancora gestite con personale interno.

“Questa vicenda è un’ulteriore dimostrazione dello spirito di approssimazione che anima questa Amministrazione che, pur di colpire persone che, come l’ex Comandante della Polizia Municipale Berardo D’Emilio, hanno svolto egregiamente il proprio ruolo, non si fa scrupoli, come non se li è fatti anche con altri dirigenti e funzionari che avevano lavorato, al meglio, per questo Comune. Così, al solo fine di pagare delle “cambiali elettorali”, stanno creando disagio, spostando uomini e donne della Polizia Municipale dalle loro funzioni istituzionali e, cosa assai sconcertante nei modi e nei tempi, hanno conferito nuovamente il ruolo di Comandate a colui che si era dimesso a seguito della nota vicenda della “Multopoli rosetana” i cui profili giudiziari e contabili, forse giova ricordarlo visto il silenzio sceso attorno a questa vicenda, sono ancora tutti da definire” sottolineano Pavone, Di Marco e Recchiuti. “Non contento di tutto ciò il Sindaco Di Girolamo non ha incaricato un sostituto del Comandante Cava, in caso di sua assenza, mettendo così a rischio tutti gli atti e i procedimenti amministrativi firmati da chi non avrebbe il titolo giuridico per siglarli. Purtroppo la considerazione finale su questa vicenda è molto semplice: come volevasi dimostrare e come i cittadini rosetani già sapevano siamo dinanzi ad una Amministrazione che più che guardare a titoli, professionalità e competenze dei soggetti guarda alla loro vicinanza politica”.

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