Mosciano, nuove luci a led: le precisazioni dell’assessore Lattanzi

Mosciano. Va avanti il progetto Paride a Mosciano Sant’Angelo e a un mese dall’avvio dei lavori che ha portato all’istallazione delle nuove lampadine a Led.

Dopo le critiche dei giorni scorsi il vicesindaco con delega all’ambiente, Luca Lattanzi, fa il punto della situazione e chiarisce alcuni aspetti dell’iniziativa: “Al momento è stato sostituito circa il 95% del totale dei corpi illuminanti esistenti. Le vecchie lampade al sodio sono state rimpiazzate da quelle a tecnologia LED che, oltre a garantire un buon risparmio energetico, sono pienamente confacenti a quanto previsto dalle leggi vigenti in materia di illuminazione pubblica e prevenzione dell’inquinamento luminoso”.

Lattanzi fa anche il punto sulla durata del contratto e sui costi. “Il contratto stipulato con la ditta è della durata di 15 anni e contempla non solo la sostituzione dei corpi illuminanti, ma anche il miglioramento dei quadri elettrici e una serie di iniziative di smart city tra cui l’installazione di nove telecamere sul territorio comunale che andranno ad integrarsi con quelle già presenti. Inoltre, nel canone annuale che sarà di circa 270.000 euro, sono compresi anche i lavori di estendimento della pubblica illuminazione, il posizionamento di colonnine multifunzione per lo svolgimento delle manifestazioni culturali, nonché la manutenzione degli impianti che fino a questo momento era a carico del comune”.

Sarebbero dunque “inesatte le cifre diffuse in questi giorni che parlano di contratto della durata di oltre 20 anni e di spese astronomiche che l’amministrazione dovrebbe sostenere. Per il comune di Mosciano Sant’Angelo non si tratta di un aggravio di spesa, ma di una razionalizzazione della stessa che permetterà di avere impianti più efficienti e più capillarmente diffusi sul territorio, nel pieno rispetto della normativa vigente”.

L’assessoreinterviene infine sulle lampade installate nel centro storico sulle quali alcuni cittadini hanno lamentato la mancanza dei vetri decorativi. “I vetri non sono stati rimessi in quanto la normativa non permette che i corpi illuminanti abbiano schermature di quel genere. Al momento stiamo valutando con la ditta la possibilità di trovare situazioni alternative che permettano di conciliare l’estetica cui eravamo abituati, con le prescrizioni di legge che, comunque, a mio avviso restano prioritarie per il corretto agire di qualsiasi amministrazione comunale”, conclude Lattanzi.