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Teramo, messa in sicurezza dei fiumi: tra scarse risorse economiche e lungaggini burocratiche

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 27 Ottobre 2017 @ 22:09

ponte_vomanoTeramo. “Sull’onda dell’emozione e dopo quanto accaduto in Liguria, c’è molta preoccupazione sullo stato dei fiumi teramani, soprattutto dopo l’alluvione del marzo scorso”. Le criticità non sono certo poche, ma “sarebbero necessarie molte più risorse. E come se non bastasse, ci si mette anche la burocrazia ad allungare i tempi.

A dichiararlo è stato l’assessore provinciale alla viabilità con delega ai fiumi e alla difesa del suolo, Elicio Romandini, che questa mattina, insieme all’assessore all’Urbanistica, con delega alla Protezione civile, Vincenzo Falasca, ha voluto fare il punto della situazione sugli interventi in atto, ma soprattutto su quelli che rappresentano, ogni giorno di più, un’emergenza.

Al momento, alla Provincia di Teramo competono sette interventi su altrettanti corsi d’acqua. Importo complessivo: 7 milioni di euro. “Quelli con le criticità maggiori” ha detto Romandini “sono i torrenti Calvano, Cerrano e Borsacchio, sui quali abbiamo concentrato l’attenzione per limitare nuovi fenomeni alluvionali”. L’ente di via Milli, dunque, sta portando avanti il massimo sforzo possibile e, ad esempio, sono stati ultimati gli interventi per la riduzione del rischio idraulico per 1,5 milioni di euro sul torrente Calvano e Cerrano, ma anche sul fosso Concio, fosso Marinelli e il torrente Foggetta. Con un finanziamento di circa 700mila euro, inoltre, gli interventi hanno riguardato anche il progetto esecutivo del secondo Lotto di sistemazione idraulica, sempre del Calvano, già pronto prima dell’alluvione del marzo scorso. Ma c’è anche il torrente Borsacchio, al quale Regione-Provincia hanno destinato un finanziamento di circa 129mila euro destinato alla sistemazione ed all’allargamento dell’alveo. “Gli interventi” ha aggiunto l’assessore “non bastano a sanare tutte le criticità. Pensiamo ad esempio al Tordino: a causa della formazione di un isolotto ghiaioso, il fiume ha deviato il suo corso e questo è un fattore molto pericoloso in caso di alluvione. Per questo chiederò alla Regione di utilizzare un finanziamento in concessione di circa 1 milione e 800mila euro”. Intanto si aspettano ancora quei venti milioni di euro stanziati dalla Regione con i vecchi fondi Fas. Ma non basta. “Bisogna puntare sulla prevenzione” ha detto Falasca “e mettere la parola fine all’eccessivo consumo del suolo, causa primaria dei disastri idrogeologici che stanno colpendo il nostro Paese”.

 

Marina Serra

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