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Atri, Astolfi a Italiani: “C’è un ricorso al Tar per i fondi negati al Gal teramano”

Ultimo Aggiornamento: mercoledì, 25 Ottobre 2017 @ 17:47

Nessuna risorsa persa ma semplice attesa per le decisioni del Tar che, entro gennaio, dovrà pronunciarsi sul reinserimento del Gal Appennino teramano nella graduatoria per i fondi regionali. Il sindaco di Atri, Gabriele Atolfi, replica così alle accuse lanciate del consigliere Umberto Italiani che sosteneva la perdita di più di 3 milioni di euro per la città ducale che aveva aderito al raggruppamenti dei Comuni della montagna. Inoltre il primo cittadino sottolinea come i 3 milioni riguarderebbero il progetto complessivo di tutto io Gal e quindi del 26 comuni della provincia di Teramo e non solamente Atri.

E’ bene precisare”, ha aggiunto Astolfi, “che la decisione di aderire al raggruppamento dei Comuni della montagna è stata presa quando assessore alle politiche agricole del nostro comune era proprio Italiani, periodo nel quale non ci risulta siano arrivati fondi al nostro Comune. Una decisione che, contrariamente a quanto sostiene ora il consigliere, non ci pone affatto ai margini della provincia di Teramo, ma è stata una scelta quasi obbligata, considerando che il Gal dovrebbe essere di supporto ai Comuni montani e dell’entroterra. Sono certo che a gennaio 2017 il Tar accoglierà il ricorso e che quindi il nostro Gal sarà posto in graduatoria”.

Inoltre il primo cittadino sottolinea come nella nuova legge regionale del Gal le risorse sono state quasi dimezzate e non sono previsti contributi alle aziende agricole e all’ammodernamento degli impianti, ma solo finanziamenti al turismo sostenibile, a progetti agricoli, agriturismo, promozioni culturali e patrimonio artistico.

Per 24 anni c’è stato un solo Gal nelle provincia di Teramo”, conclude Astolfi, “che interessava solo i paesi collinari e montani, avendo come vocazione la promozione delle zone interne. Poi la nuova legge regionale, in maniera incomprensibile e in disaccordo con le norme europee di riferimento, ha esteso l’ambito a quasi tutto l’Abruzzo, comprese le zone di mare, facendo perdere al Gal i principi secondo i quali era nato”.

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