Tortoreto, vertenza Betafence: da lunedì nuovo sciopero. Nasce nuovo competitor a Sant’Atto

Dopo lo stop al tavolo negoziale in Regione, le segreterie provinciali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil di Teramo hanno annunciato questa mattina in conferenza stampa un nuovo sciopero di sedici ore, “a singhiozzo”, così definito, dopo la rottura consumatasi due giorni fa sugli step proposti dall’azienda per il rilancio produttivo della Betafence di Tortoreto.

“Nel primo tavolo regionale, gli inglesi ci hanno spiegato che avrebbero preparato un piano industriale – hanno spiegato Marco Boccanera, Natascia Innamorati e Di Girolamo – Nel secondo incontro, in questo piano industriale, hanno illustrato avrebbero licenziato cento lavoratori. Nel terzo tavolo, in cui era presente un consulente italiano che ha fatto da intermediario, ci hanno proposto due anni di ristrutturazione da ottobre 2021, mentre la nostra richiesta iniziale erano i contratti di solidarietà della durata di tre anni”.

“Nel quarto incontro – hanno proseguito – ci hanno informato che la proposta di ristrutturazione sarebbe partita dal prossimo marzo e che erano aperti ad un solo anno di contratti di solidarietà. Due giorni fa, siamo arrivati ad un contratto di solidarietà di sei mesi, che guarda caso terminerebbe proprio ad ottobre prossimo, loro proposta originaria per la ristrutturazione che invece noi volevamo partisse dal 2022. In più la proprietà ha sottolineato che diverse competenze delle Betafence (ex operai; ndg) stanno confluendo a Sant’Atto, in un’azienda competitor”.

Per i sindacati il piano industriale proposto, non è credibile: “Si vuole solo avviare la ristrutturazione per avere le mani libere per licenziare il più possibile. In attesa del tavolo convocato da Quaresimale con la proprietà, è stato approvato praticamente all’unanimità un pacchetto di sciopero a singhiozzo che partirà da lunedì”.

E sull’invito dell’assessore alle Politiche del Lavoro, Pietro Quaresimale, di rinunciare entrambe le parti a qualcosa quando ci si siede ad un tavolo per una vertenza, i sindacati rispondono che “noi abbiamo già rinunciato alla nostra parte. Avevamo chiesto tre anni di contratti di solidarietà, siamo scesi ad uno. In un’azienda con 140 lavoratori, la proprietà propone un rilancio produttivo che vedrebbe nel 2022 a lavorare 27 persone, per arrivare al 2025 a 85 persone, e si nasconde dietro la sottolineatura della nascita di un competitor. Altri investono in Italia, loro vogliono dismettere”.

Da capire ora se la proprietà si siederà al tavolo convocato dall’assessore Quaresimale.