Tortoreto, la vertenza Selta approda alla manifestazione di Montecitorio

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 27 Maggio 2021 @ 20:13

Tortoreto. Una delle vertenze ancora nel limbo, la Selta di Tortoreto, sarà portata a Montecitorio in occasione della manifestazione in programma domani, 28 maggio, sullo sblocco dei licenziamenti e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Domani, infatti, le organizzazioni sindacali manifesteranno in uno dei luoghi simbolo della democrazia per chiedere più sicurezza nei luoghi di lavoro e per protestare contro l’imminente sblocco dei licenziamenti. “Rischiamo che si inneschi un boomerang”, commenta Marco Boccanera, segretario della Fim Cisl, che di concerto con la Rsu della Selta aderirà alla manifestazione, “ che potrebbe ritorcersi conto migliaia e migliaia di lavoratrici e lavoratori se non si dovesse prorogare  il blocco.

Tra queste la Selta di Tortoreto, azienda ancora nel limbo del Ministero dello sviluppo economico che, a differenza di Betafence dove abbiamo messo paletti e di ATR e Veco, dove bisogna ricostruire un tessuto produttivo, è quella che rischia maggiormente emorragia occupazionale.

Oltre a rimarcare che nella nostra provincia la sicurezza sul lavoro è un tema di discussione perenne ma mai affrontato con determinazione ed incisivi controlli.

Nella nostra provincia l’industria metalmeccanica (spesso sottovalutata) dà impiego e lavoro a più di 7000 unità, se si contano anche le piccole e piccolissime realtà. Senza contare le grande eccellenze come Selta, Betafence,Veco e Atr, più l’indotto Automotive che raggruppa il grosso dei metalmeccanici. Queste ultime due (Veco e ATR) lasciare morire da una indifferenza sconcertante.

Nelle aziende dove siamo presenti spesso riusciamo ad evitare infortuni gravi grazie alle denunce preventive delle rappresentanze Sindacali elette dalle lavoratrici e lavoratori.

La nostra preoccupazione è là dove non ci sia una rappresentanza, dove alzare la testa è un rischio perché ci si potrebbe ritrovare senza lavoro e dove purtroppo, incredibile nel 2021, ci siano ancora “caporali” e non uomini”.