Tortoreto, farmacia comunale: non rispettati servizi e orari. Impegno Civico: chi controlla?

Tortoreto. L’esternalizzazione della farmacia comunale torna ad essere, dopo mesi di apparente silenzio, un tema di polemica sul piano politico e non solo.

 

Ad accendere i riflettori è l’associazione Impegno Civico Tortoreto che parla senza mezzi termini di “offerta tecnica proposta dalla società che si è aggiudicata la gestione decennale non rispettata e molti servizi previsti e che hanno permesso in sede di gara di ottenere nei punteggi, non sono attivi”. Nella reprimenda dall’associazione guidata da Franco Rampa finisce l’assessore Angela Recinella, criticata nel non aver preso una posizione prima (in sede di esternalizzazione del servizio), e nemmeno nel prolungato periodo di chiusura per il passaggio di consegne.

 

“L’assessore di certo ha il compito del controllo”, si legge nella nota, “ed evidentemente non l’ha fatto e non lo fa, vista la situazione. Gli uffici preposti, dove la ditta avrà firmato un contratto, evidentemente si sono dimenticati di come hanno assegnato i punteggi della gara di affidamento. Gli assessori non controllano, evidentemente neppure le minoranze consigliari si interessano.

 

Inoltre, il comune di Tortoreto diversi anni fa aveva assunto una farmacista per lavorare nella struttura. Essendo un impiegato pubblico, chiaramente non poteva essere licenziata. Che fine ha fatto la dottoressa? La farmacista comunale si sta riqualificando e attualmente è andata ad aumentare il personale del settore lavori pubblici. Un vero capolavoro!”. I servizi non ancora attivi, secondo Impegno Civico, vanno dalla misurazione gratuita del peso, le prenotazioni di visite e analisi al servizio sanitario, autoanalisi per la misurazione di glicemia e colesterolo, messa a disposizione di un sistema self service di distribuzione, tanto per citarne alcuni.

 

La società che si è aggiudicato l’appalto”, si legge ancora, ha dichiarato l’apertura settimanale di 66 ore, garantendo il tempo continuato, a differenza della seconda classificata, che proponeva 36 ore settimanali e dunque con un punteggio, in sede di gara, decisamente diverso. La realtà è che fino a pochi giorni fa, di farmacista se n’è vista solo una, senza orario continuato. Quindi, il punteggio assegnato dalla commissione alla ditta vincitrice, di fatto non ha trovato perfetta corrispondenza con quanto offerto realmente dalla ditta. E allora siamo alle solite. Chi deve controllare il rispetto dei contratti? Il sindaco? Il segretario comunale? L’assessore competente? La giunta comunale? Gli uffici preposti? La minoranza? E’ chiaro che quando è stata riaperta la farmacia era responsabilità del Comune verificare se tutti i servizi fossero stati attivati.

 

Invece, ancora una volta, nessuno lo ha fatto. Questa storia ricorda quella dei buoni-pasto, che nessuno controllava. In ogni caso, visto e considerato che le inadempienze contrattuali sono di norma motivo di rescissione, ci chiediamo come mai per la ditta che faceva il trasporto scolastico è stato fatto, mentre in questo caso specifico no”.