Teramo, Decreto scuola: no degli Architetti al massimo ribasso per interventi sull’edilizia

Teramo. “Un atto di grave immaturità politica e di totale inconsapevolezza delle esigenze del Paese e delle modalità con cui affrontarle”. Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori (CNAPPC) sul Decreto scuola, per interventi sull’edilizia scolastica, che conferisce poteri speciali ai sindaci per accelerare l’esecuzione dei relativi lavori. Fino al 31 dicembre 2020 i sindaci e i presidenti delle province e delle città metropolitane potranno infatti operare con poteri commissariali per garantire l’avvio del prossimo anno scolastico.

Il Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, unitamente alla Rete delle Professioni Tecniche, ha presentato al Governo una serie di proposte di emendamento al Codice dei contratti, al fine di semplificare l’intero processo di esecuzione delle opere pubbliche, dalla programmazione al collaudo dei lavori. Tra le tante modifiche proposte, riveste particolare rilevanza quella dell’ introduzione del comma 1 bis all’art. 24 del Codice, con il quale si stabilisce che, al fine di imprimere una accelerazione alla ripresa dei lavori, dopo il fermo determinato dalla pandemia COVID – 19, le stazioni appaltanti, fino al dicembre 2022, dovranno esternalizzare gli incarichi di progettazione, affidandoli a liberi professionisti.

Visione strategica, qualità del progetto e semplificazione: queste sono le vie proposte dagli Architetti al Governo. Non le deleterie scorciatoie che ripropongono pericolosamente le pratiche fallimentari del passato.

“In ambito locale – aggiunge il Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Teramo, Raffaele Di Marcello – si lascia la responsabilità a sindaci e presidenti di Provincia come se, senza fondi, potessero compiere miracoli. Serve un piano straordinario per l’edilizia scolastica, che individui i fabbisogni reali e stanzi i soldi per realizzare nuove scuole e mettere definitivamente in sicurezza, adeguandole alle moderne esigenze, quelle esistenti che si ritiene utile conservare, con una particolare attenzione alla qualità degli spazi, esterni ed interni. E bisogna farlo subito, perchè quando si parla di scuole anche i giorni sono importanti, figurarsi se si fanno passare anni”