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Teramo, Corona: “Nuovi fondi per lo sviluppo di Villa Vomano e Villa Pavone”

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 31 Dicembre 2020 @ 15:55

Teramo. “Sono lieto di comunicare che il Consiglio comunale di Teramo, dietro mia costante sollecitazione, ha finalmente approvato la liberalizzazione dei vincoli convenzionali delle aree cedute in diritto di superficie e di proprietà ricomprese nei piani per insediamenti produttivi di Villa Vomano e di Villa Pavone”. Così in una nota il consigliere comunale, Luca Corona.

“I cosiddetti “PIP”, cioè appunto i Piani per gli Insediamenti Produttivi, sono strumenti di sviluppo delle aree interessate che disciplinano i vincoli e le limitazioni per l’edificazione, con la definizione dei servizi e delle relative infrastrutture, in conformità alle previsioni e prescrizioni dello strumento urbanistico generale. I PIP rappresentano pertanto uno strumento di politica economica che si prefigge di stimolare l’espansione industriale e di incentivare le imprese, offrendo loro ad un prezzo politico le aree occorrenti per il loro impianto e la loro espansione, non solo destinando porzioni immobiliari agli insediamenti produttivi e localizzando le relative opere di urbanizzazione, ma anche incentivando concretamente tali insediamenti e favorendo di conseguenza la crescita dell’economia locale. Sulla linea di questi obiettivi”, aggiunge il consigliere Corona, “il mio stimolo si è concentrato sulla destinazione specifica degli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione relativi ai PIP di Villa Vomano e di Villa Pavone, chiedendo che i contributi/corrispettivi dovuti per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria eseguite nell’ambito dei predetti PIP vengano utilizzati appositamente nelle medesime frazioni e nei medesimi quartieri, per garantire lo sviluppo degli stessi e il miglioramento della qualità della vita dei residenti e delle attività produttive ivi insediate”.

E conclude: “Tramite questo vincolo territoriale si eviterà, da oggi in poi, che gli introiti derivanti al Comune da queste aree confluiscano nel bilancio generale, per venire poi utilizzati in altri quartieri e frazioni, perdendosi in tal modo lo scopo di incentivare e sviluppare l’economia locale delle zone interessate”.

 

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