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Pista ciclabile sul Vibrata, Scarpantonio spegne le critiche e chiarisce: ecco come stanno le cose

Ultimo Aggiornamento: venerdì, 22 Ottobre 2021 @ 12:49

Val Vibrata. “Parla su giornali, come presidente del Movimento Civico Val Vibrata, ma non dice nulla nelle sedute del Consiglio dell’Unione di cui fa parte. Domenico Di Matteo stia tranquillo: la pista ciclabile diventerà realtà”.

 

La chiosa è di Mauro Scarpantonio, assessore delegato all’Unione dei Comuni, che rimbalza la critiche piovute sul completamento del percorso ciclabile lungo il torrente Vibrata che delle sofferenze le ha avute.

 

Nessuno ricorda un suo intervento in questi quattro anni durante i lavori del consiglio, quando invece, oltre ad avere il diritto di parola, avrebbe anche il dovere di mettere a conoscenza l’assemblea su fatti e circostanze di interesse collettivo. E’ lui che si deve dimettere da consigliere dell’Unione visto che nasconde a tutti il suo ruolo di consigliere ed in questi quattro anni ha svolto il lavoro di “scalda-sedia” mentre poteva lasciare spazio probabilmente a qualcun’altro che aveva voglia almeno di fare qualcosa”.

 

La ricostruzione. Oltre alle stoccate di natura politica, Scarpantonio nella sua nota ricostruisce tutta una serie di passaggi, recenti, al programma di completamento dell’opera che nel primo lotto collegherà Alba Adriatica e Corropoli.

La delega del Presidente al sottoscritto risale a ottobre 2020 e da questo periodo è stato riattivato l’iter amministrativo che aveva avuto un periodo di stasi”, prosegue Scarpantonio.  “Nei primi tre mesi è stato preparato e definito in maniera puntuale il progetto di variante che è stato approvato dalla giunta dell’Unione in data 3 febbraio 2021, e successivamente dal Consiglio Comunale di Alba Adriatica in via definitiva il 25 marzo 2021.  Il progetto approvato, è stato trasmesso alla Regione Abruzzo insieme alla richiesta di utilizzo degli imprevisti, ed in data 17 giugno 2021 la Regione ha espresso parere favorevole. Successivamente in data 28, 29 e 30 giugno si è proceduto quindi ad eseguire i sopralluoghi, con i proprietari per la redazione dei verbali di immissione in possesso delle aree ed in data 14 luglio 2021 si invitava il direttore lavori a procedere con la consegna definitiva di tutta la pista ciclabile alla ditta Costram Srl, consegna che è avvenuta in data 21 luglio 2021.

Il consigliere Di Matteo non ha aperto bocca durante i lavori del Consiglio dell’Unione perché è a conoscenza dell’enorme lavoro fatto nell’ultimo anno per evitare che l’opera rimanesse incompiuta, superando tutte le incomprensioni e le perplessità degli ultimi due anni. In questo momento il cantiere è nelle mani del Rup, direttore dei lavori e dell’impresa ed il ruolo politico deve vivere oggi la sua marginalità evidenziando che “Il cronoprogramma dell’opera riconosce all’impresa come durata delle lavorazioni nove mesi e pertanto la scadenza secondo il contratto d’appalto è fissata ad inizi di maggio 2022”.

 

Ad oggi, l’opera è cantierizzata per tutta la sua lunghezza ed era auspicabile un inizio dei lavori nel mese di settembre. La ditta ha ampia facoltà nel periodo dei nove mesi di organizzare a proprio convincimento il cantiere e non risulta proponibile in questa prima fase l’emissione di un ordine di servizio, di esclusiva competenza del direttore dei lavori, allo scopo di accelerare i ritmi lavorativi per recuperare il ritardo accumulato e, quindi, riallineare l’avanzamento dei lavori ai tempi programmatici contrattuali.

Comunque gli uffici in data 30 luglio ed in data 21 settembre 2021 hanno invitato tutti gli attori ad una massima celerità nel realizzare l’opera e nel rispetto dei tempi programmati.

 

Tranquillizzo il consigliere Di Matteo, vista la sua incapacità di dialogare all’Unione dei Comuni, che al prossimo consiglio riferirò direttamente sulla pista viclabile Val Vibrata. D’altro canto Di Matteo, potrà spiegare a tutti in qualità di presidente del Movimento Civico Val Vibrata, in che modo voglia instaurare con le amministrazioni locali un rapporto dialettico, moderato e costruttivo, con una democrazia partecipativa visto che questo era un suo motto in fase costitutiva, invece  constatiamo che si è dato solo un ruolo di protesta per apparire”.

 

 

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