Nuovo Cda della Poliservice: prova muscolare con il rischio delle due liste

Nereto. E’ come una tela di Penelope che viene tessuta e disfatta, a più riprese.

 

Il momento che precede il rinnovo del consiglio di amministrazione della Poliservice, la società multiservizi della Val Vibrata appare, vista dall’esterno, come una sorta di prova muscolare tra visioni opposte che sembrano ricalcare altrettante posizioni politiche. E per la prima volta dall’inizio della nascita della società per azioni che opera nel campo dell’igiene ambientale in Val Vibrata (ma non solo) con una partecipazione pubblica, si profila la presentazione di due diverse liste.

 

Che gli scenari non erano lineari era chiaro da tempo, visto che la convocazione per il rinnovo triennale del Cda è slittato un paio di volte, fino alla convocazione definitiva prevista per il prossimo 9 agosto (12 agosto in seconda convocazione). Ora, però, il tempo stringe e alcuni dei nodi sono definitivamente venuti al pettine. La possibilità di presentare due diverse liste e andare alla conta tra i Comuni soci  e tra chi ha diritto di nomine appare molto concreta. E a quel punto le sorprese potrebbero non mancare.

Il nuovo Cda. Così come quello uscente, il consiglio di amministrazione sarà composto da 5 membri e dovrà osservare nella sua definizione anche la parità di genere. E con due liste molte posizioni potrebbero essere a rischio, compresa quella del presidente uscente Gabriele Rapali (che viene indicato dalla cosiddetta area di centrosinistra), ma le frizioni sono nate anche attorno alla figura di Gianni Antelli, in passato presidente e ora componente del Cda nominato dalla parte pubblica, sostenuto dal centrodestra, ma che potrebbe anche essere anche espressione della quota privata.

E su questo aspetto le previsioni di accordo sono andate in discussione e sul piatto ci sono visioni diverse. Con tanto di pareri legali che evidenziano che il socio privato può esprimere una propria nomina (Abruzzo Servizi Scarl) e sul fatto che la stessa cosa potrebbe anche non fare l’Unione dei Comuni, che ha sempre indicato un proprio rappresentante. In tempi di “pace” tanti tecnicismi, al netto delle rivendicazioni dei comuni soci della Poliservice, che non mancano nemmeno ora, sarebbero passati quasi in secondo piano.

Ora, però, c’è chi prova a mostrare i muscoli e chi, al contrario, è ancora alla ricerca di una mediazione. Anche se l’operazione non appare semplice. Prima del nuovo Cda è in programma l’assemblea dei sindaci dell’Unione dei Comuni per eleggere il nuovo presidente (si va verso il mandato bis per Domenico Piccioni) e la questione della nomina del componente in seno alla Poliservice.