Morro d’Oro, guarito dal Covid dopo 40 giorni in ospedale. La testimonianza

Morro d’Oro. “Sono negativo!” Voce stanca ma la serenità di chi ce l’ha fatta. Una luce dopo 40 giorni di degenza all’ospedale di Atri.

 

Era l’8 dicembre scorso quando Mauro Porrini, 71enne, comincia la sua battaglia per la vita.
“Da giorni stavo poco bene, febbre, diarrea e tosse che con il passare dei giorni si intensificava.
Dopo vari giorni a casa in attesa del tampone, il 16 dicembre vengono a visitarmi le dottoresse dell’USCA e decidono di ricoverarmi in ospedale per tenere sotto controllo la situazione.

All’arrivo in ospedale diagnosticano una polmonite interstiziale bilaterale da Covid.
Iniziano a somministrarmi litri di ossigeno. Con il passare dei giorni la situazione peggiorava senza che me ne accorgessi, mi sentivo sempre più affaticato, ossigenazione sotto ai 90, fin quando mi portano in rianimazione e mi mettono il casco-CPAP.
Mi sentivo morire, mangiavo tramite un sondino, non potevo toccarmi la faccia.
Giorno dopo giorno avevo sempre bisogno di una maggiore quantità di ossigeno affinché la situazione si stabilizza e decidono di togliermi il casco per poi riportarmi in reparto.
Non è finita qui. Hanno iniziato a ridurmi l’ossigeno e mi facevano tamponi ogni 3-4 giorni fin quando non diventasse negativo.

Dopo 9 tamponi positivi avevo perso le speranze fin quando la mattina del 20 gennaio mi vedo tutti i medici a gioire attorno al letto per la mia negatività. Una delle notizie più belle mia vita. E’ stato come rinascere.
Non è stato facile, ho perso all’incirca 10 kg e non riuscivo più a camminare.
Dopo aver realizzato di essere negativo mi trasferiscono nel reparto di riabilitazione affinché sarei potuto tornare a casa come ero entrato: senza malattie pregresse, in forma per via delle camminate e soprattutto pieno di vitalità.
Sono sempre stato molto attento a disinfettare correttamente le mani e ho sempre tenuto la mascherina; eppure il virus è riuscito a passare”.

Con queste poche righe ci tengo ad esprimere la mia soddisfazione e gratitudine per la buona qualità dell’assistenza ricevuta a tutto il personale medico e paramedico dell’ospedale San Liberatore di Atri del reparto di Medicina Covid 4 e successivamente nel reparto di Riabilitazione.
L’esperienza, la capacità e la preparazione, che contraddistinguono il lavoro dei medici e di tutta l’equipe professionale, sono accompagnate da una distintiva componente umana e di profondo rispetto per il paziente; peculiarità necessarie e benefiche che contribuiscono senz’altro alla ripresa sia fisica che psicologica dell’ammalato, grazie al clima di pace e tranquillità che si respira nel reparto.

Un grazie ancora a voi tutti, in particolare al Primario Enrico Marini, alla Dottoressa Giuseppina Franzone del reparto di riabilitazione, ai Medici, Dottoresse, Infermieri, OSS e a tutto il personale, per l’ottima gestione del Reparto da me personalmente costatata. Grazie di cuore, con l’augurio che possiate proseguire con altrettanto successo e soddisfazione il vostro lavoro.