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Maxi-truffa ai danni dei risparmiatori per il 26 milioni: la metà in “fumo”. L’indagine

Ultimo Aggiornamento: giovedì, 17 Dicembre 2020 @ 18:43

Una maxi truffa in danno di un centinaio di risparmiatori con la raccolta abusiva di denaro in assenza di iscrizioni, abilitazioni o autorizzazioni delle Autorità di settore, in tutto circa 26,5 milioni di cui solamente poco più del 50% rimborsati con la simulazione di parte dei rendimenti spettanza.

 

E’ qunato emerso durante indagini della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno su fatti risalenti al periodo tra il 2015 e il 2019: sono dieci le persone indagate per reati che vanno dalla truffa all’abusivismo finanziario dopo accertamenti effettuati su mandato della locale Procura su nove società, quattro italiane (con sedi a Roma, Catania, Ascoli e San Benedetto del Tronto) e cinque estere (Stati Uniti, Repubblica Dominicana, Nuova Zelanda e Austria). L’operazione “Santo Domingo” è culminata con il sequestro preventivo di beni per un valore di 4 milioni di euro fra terreni, immobili, conti correnti, gioielli, veicoli ecc.

 

Gli indagati sono residenti in provincia di Ascoli, Bolzano, Roma, Tivoli, Guidonia Montecelio, Palma di Montechiaro e Orvieto. Gli indagati sono per lo più amministratori delle società, operanti in diversi ambiti, dalla consulenza per la gestione della logistica aziendale e altre attività professionali a quella del commercio all’ingrosso di prodotti alimentari. Le vittime (circa un centinaio) dopo essere state convinte dai promoter a sottoscrivere gli investimenti e ad eseguire i relativi versamenti, non si sono viste corrispondere alcun interesse pattuito dalla società d’investimento, che si sarebbe appropriata dell’intero capitale.

 

Risparmiatori di Trentino, Sicilia, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Lazio e Puglia; tra le vittime, anche diversi anziani, come capitato, ad esempio, ad una 78enne di Roma, ad una coppia ultra 70enne di Garbara Novarese, ad una 79enne di Aragona, una coppia di 80enni di Orte che aveva “affidato” ai promoter una cifra di “soli” 5.000 euro, probabilmente il frutto dei risparmi di una vita che ancora erano riusciti a preservare fino a quel momento.

 

Una gestione di denaro per la quale i militari della Guardia di Finanza di Ascoli hanno riconosciuto anche le condizioni dell’abusivismo finanziario, il cui art. 166 del “Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria” contempla la reclusione da 1 a 8 anni e la multa da 4.000 a 10.000 euro. Questa seconda fase dell’attività ha portato alla denuncia di nove persone, di cui sette già deferite a gennaio scorso per i reati di truffa aggravata e appunto, abusivismo finanziario.

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