Focolai nelle case di riposo di Civitella e Nereto. L’appello della Cantore (Asp1) alle istituzioni

Elisabetta Cantore, presidente dell’Azienda per il servizi alla persona (Asp1), rigetta qualsiasi tipo di strumentalizzazione sull’emergenza Covid che sta interessando le Rsa di competenza.

 

E lo rispondendo alla richiesta di comunicazioni ufficiali da parte dei sindacati su alcune situazioni che si erano generate nella casa di riposo di Civitella del Tronto. Ma torna a “bacchettare” la Regione in merito alla complicatissima situazione economa dell’Asp1. Nel frattempo, ha preso forma anche un altro focolaio: alla casa di riposo “Rosina Rozzi” di Nereto. L’esame dei tamponi, infatti, ha certificato la positività di 18 ospiti e di 5 operatori.

 

Elisabetta Cantore chiarisce definitivamente che nella struttura di Civitella erano stati accertati 35 utenti positivi già nella giornata del 18 novembre e che, per fronteggiare l’emergenza sanitaria, “ci si è adoperati immediatamente, senza sosta e senza tralasciare alcuna modalità. La struttura di Civitella, dotata di personale medico, infermieristico e oss, ha accolto la sera del 25 novembre, in un momento di estrema necessità e per un tempo limitato a pochi giorni, 4 anziani asintomatici e in buone condizioni di salute privi di collocazione e, nello specifico, provenienti da una casa famiglia definitivamente chiusa e in attesa di celere ricollocamento, osservando tutte le precauzioni del caso e collocandoli nell’area isolata COVID della struttura. Gli stessi sono stati spostati dalla ASL già in data 28 novembre. La procedura emergenziale non era di competenza del CDA, ma si è trattato di intervento socio sanitario temporaneo ed urgente e nella casa di riposo di Civitella era già in servizio personale aggiuntivo fornito dalla ASL”.

Dichiarazioni populiste. Il presidente della Asp lancia qualche stilettata alle organizzazioni sindacali che “alimentano con dichiarazioni stucchevoli e populiste gli animi dei dipendenti, già provati dai sacrifici e dal complesso periodo storico che l’ente sta attraversando. Tra l’altro , appare doveroso ricordare che sono state interdette le visite ai congiunti degli ospiti sin dal mese di settembre e che il primo screening ha riscontrato esito positivo di ben 20 lavoratori. Si puntualizza, inoltre, che lo stato di grave agitazione promosso dai sindacati rispetto alle retribuzioni dei dipendenti non dipende da questa gestione della ASP.

Si è sollevata più volte istanza al Presidente della Regione Marsilio e all’assessore Verì per ottenere l’aggiornamento delle tariffe e l’accreditamento di posti letto e si ribadisce di nuovo all’assessore Quaresimale, come già richiesto in sede di prefettura, di dar conto di come intende affrontare l’annoso problema economico finanziario della ASP e, soprattutto se l’ente può contare nel futuro immediato delle somme già previste a favore delle ASP, come i 3 milioni di fondi immediatamente disponibili a copertura del fondo rotativo a valere di 7 milioni di euro.

Si sollecita l’ausilio del personale socio-sanitario della Protezione Civile, poiché ad oggi il capitale umano dell’azienda continua ad essere positivo.

Situazione contagi. A Civitella del Tronto, nella Rsa, risultati positivi al virus 39 anziani e 19 dipendenti, mentre a Nereto ai 18 anziani contagiati si aggiungono anche 5 dipendenti.

 

“Vista la totale assenza della Regione si esime da ogni responsabilità, dal momento che risulta impossibile che i pochi dipendenti ASP, sebbene a lavoro h24, 7 giorni su 7, possano portare avanti una macchina amministrativa così complessa ed indebitata. La presidente è determinata a non lasciare soli né il personale interno né le cooperative e i suoi dipendenti ma respinge al mittente ogni strumentale e politicizzata considerazione già espressa da alcuni sindacati e finalizzata esclusivamente ad una risonanza personale e non certo ad un’azione risolutiva per i lavoratori e gli utenti.

L’appello continua alle istituzioni, nella speranza che si rendano effettivamente conto della situazione già esplicitata da oltre 8 mesi e diano risposte concrete ed effettive, dal momento che l’intervento economico era già in essere e sembra essersi perduto nei meandri della burocrazia regionale.

Per l’emergenza sanitaria si sta riflettendo sulla richiesta di aiuto, per il supporto di personale sanitario, anche all’esercito italiano, che è intervenuto analogamente nelle strutture della Lombardia.