Colonnella, cattivi odori: azienda diffidata dal sindaco che chiede anche il sequestro dell’impianto

Colonnella. Una diffida per stoppare i cattivi odori che negli ultimi giorni sono tornati ad ammorbare l’aria. Non solo a Colonnella, ma anche in tutto il comprensorio, interessando vari territori (Controguerra, Monsampolo, Monteprandone, Martinsicuro e San Benedetto del Tronto).

 

Ma anche un esposto-querela alla Procura, depositato alla caserma dei carabinieri, con la richiesta di procedere al sequestro preventivo dell’impianto. Passa alla vie di fatto Leandro Pollastrelli, sindaco di Colonnella, alla luce di una situazione che si ripropone. I cattivi odori provenienti dell’azienda Stam, nella zona della Bonifica del Tronto, negli ultimi giorni hanno prodotto disagi, proteste e una miriade di segnalazioni.

“Al fine di porre rimedio alla situazione”, spiega Pollastrelli, “ ho diffidato l’azienda nell’adottare entro 48 ore, tutti i criteri ad eliminazione i miasmi puzzolenti. Inoltre, ho depositato alla stazione dei carabinieri un esposto-querela con la richiesta, alla procura della Repubblica, del sequestro preventivo dell’impianto”.

Il provvedimento adottato dal sindaco si innesta in un percorso più ampio che prevede anche la decisione del merito del Tar, la cui discussione è andata in scena nelle scorse settimane, circa la validità dell’autorizzazione unica regionale, rilasciata all’azienda che lavora compost, che nonostante il parere negativo del sindaco, è stata prorogata per altri 12 anni.

 

“La situazione di disagio, è diventata tanto insostenibile, sia da parte dei nostri cittadini residenti, che da parte delle aree abitate dei comuni limitrofi, al punto tale che si è stati costretti ad adottare ulteriori azioni, nei confronti dell’azienda che sta mettendo in difficoltà una vasta area abitata della vallata del Tronto”, prosegue Pollastrelli.

La popolazione, costretta a stare in casa a causa del COVID – 19. non può usufruire degli spazi esterni alle proprie abitazioni e neanche può aprire le finestre per un semplice ricambio dell’aria, è quindi è stremata e chiede al Sindaco interventi risolutivi.

Oltre alla diffida, è stata inviata alla Procura di Teramo un Esposto-Querela, con a corredo una corposa documentazione ,atta a dimostrare la necessità e l’urgenza di un intervento risolutivo, al fine di ridare a tutta la nostra comunità la possibilità di vivere e respirare aria pulita a casa propria.

Dai contatti che ho avuto con la popolazione, dopo tanti anni di disagio, si nota un nervosismo facinoroso da parte di molti, in quanto lesi nel diritto di vivere tranquilli a casa propria, e quindi, l’intervento di sequestro preventivo è stato invocato proprio al fine di evitare il peggio e ridare la libertà di vivere ad un intero comprensorio industriale ed abitativo”.