giovedì, Dicembre 8, 2022
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C’era una volta il centro storico di Sant’Omero: la lettera aperta

C’era una volta il centro storico di Sant’Omero.

Sembrerebbe l’incipit di una bella favola invece quello che stiamo per raccontarvi purtroppo è solo grottesco.

Il progresso che doveva migliorarci la vita è diventato regresso. Come ripetutamente ci fanno notare i nostri anziani, “si stava meglio quando si stava peggio”.
Il poeta e filosofo romano Lucrezio diceva che “Il progresso è una necessità storica: se alle leggi della forza non si fossero sostituite quelle razionali del diritto, l’umanità si sarebbe estinta sotto i colpi della sua stessa violenza”.

E non è forse una violenza quella che continuano a subire i residenti del centro storico di Sant’Omero? La totale mancanza di senso civico e quindi la totale mancanza di rispetto per la collettività ampiamente dimostrata dall’autorità amministrativa cittadina, continua a creare enormi difficoltà alla comunità. Il degrado urbano in cui ci costringono a vivere è visibile, irritante, crea squallore e condiziona in negativo la vita di noi residenti.
La manutenzione e la pulizia del centro storico non viene fatta da mesi. Sarebbe già difficilmente accettabile se ciò accadesse in periferia o nelle vie secondarie, ma è semplicemente vergognoso per il cuore del paese.

Gran parte di responsabilità è da attribuire all’autorità amministrativa, dato che dovrebbe provvedere con regolarità alla manutenzione e alla pulizia dei centri urbani e non soltanto in seguito alle reiterate e legittime lamentele dei cittadini residenti.
Le poche aree adibite a verde pubblico sono lasciate al totale abbandono e all’incuria del tempo e rendono ancor meno vivibile e salubre il territorio.
In questi spazi le erbacce sono talmente alte e rigogliose da aver ostruito la scalinata d’accesso al Belvedere.

Eh sì, ironia della sorte, a questo giardino venne dato il nome di Belvedere perché “lasciate ogni speranza oh voi ch’entrate”, se sarete abbastanza impavidi e temerari da introdurvi in questa selva oscura di erbacce, calcinacci, rifiuti misti, feci e becchime vario, potrete ammirare un panorama che sembra uscito da un quadro di Monet.

Di notte, agevolati dalla quasi inesistente illuminazione ostruita dalle chiome di alberi che non hanno goduto di un’adeguata potatura, si possono ammirare topi di diversa grandezza scorrazzare liberamente indisturbati, noncuranti neppure della colonia felina ubicata nel Belvedere. Colonia felina fortemente voluta e realizzata da questa amministrazione e gestita alla bell’e meglio dagli stessi volontari fondatori del rifugio per cani situato nella periferia del paese, la cui presunta funzionale gestione è ampiamente decantata e messa in evidenza dai loro numerosi post di autocelebrazione sui vari social network. Ci chiediamo e soprattutto chiediamo loro cosa gli impedisce di ottenere gli stessi stupefacenti risultati per la colonia felina, dato che gran parte della sporcizia ha origine dalla mancata pulizia e cura degli spazi da loro occupati per questo nobile scopo.

La pavimentazione è ridotta ai minimi termini, per uscire di casa bisogna letteralmente guardare dove si mettono i piedi. In alcune zone è completamente ricoperta di escrementi. Di piccioni in primis, ma anche di cani, gatti, topi e perfino umani.
E’ un’infinita gimkana tra escrementi vari e le innumerevoli buche, che ricordano i campi minati delle zone di guerra e che spesso sono state causa di incidenti a carico sia dei cittadini che dei loro autoveicoli.

Non mancano neppure gli atti di vandalismo agli edifici privati e pubblici, nello specifico all’ex sede della Biblioteca comunale, a cui sono stati rubati i canali di scolo verticali che convogliano l’acqua piovana nel sistema fognario, nonché il danneggiamento della grata orizzontale che segna la linea di confine tra il pavimento di asfalto e il porfido.

Durante la stesura di questo manifesto ci è giunta voce che il Comune stia stanziando fondi per diverse migliaia di euro da destinare al centro storico del nostro territorio. Ci auguriamo che non sia l’ennesimo tentativo di questa amministrazione volto a rattoppare un abito talmente logoro da dover essere semplicemente buttato. Chissà se il Signor Sindaco e l’amministrazione comunale decideranno finalmente di tradurre in azioni concrete l’amore, finora decantato solo a parole, per il nostro bel paesello, anche perché gli ricordiamo che in qualità di Ufficiale di Governo, ha il dovere di prevenire ed eliminare eventuali disagi e problemi  che i cittadini residenti sono costretti loro malgrado a sopportare.

Gli irriducibili residenti del centro storico di Sant’Omero

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